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Torre d’Oglio, il fango
non aiuta: lavori
al ponte rinviati

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I sommozzatori hanno dovuto arrendersi venerdì mattina davanti alle difficoltà che si sono presentate nel tentativo di recuperare le due barche affondate nel fiume in località Torre d’Oglio, tra i comuni di Viadana e Marcaria. Melma e sabbia sembrano già aver inghiottito definitivamente la struttura caduta in acqua il 27 dicembre scorso, rendendo difficile qualsiasi tentativo di riemersione.

I fiumi, come il mare, rappresentano una specie di scrigno inviolabile che racchiude al loro interno tutto quello che vi precipita dentro, come a voler conservare gelosamente ogni cosa, diventandone proprietari, respingendo qualsiasi tentativo di recupero per mantenerne il possesso. Così gli operatori non ce l’hanno fatta ad imbragare con le apposite fasce il fondo delle imbarcazioni e consentire alle possenti gru di compiere l’operazione  di ripescaggio e sollevamento. A complicare ulteriormente le cose anche l’acqua del fiume torbida e scura al punto da rendere particolarmente ardua la visuale per i sommozzatori.

Ad ogni modo l’operazione non è stata per nulla abbandonata anzi ha subito solamente un rinvio a lunedì 13 e martedì 14 .In quei due giorni i tecnici, che venerdì hanno operato sotto la direzione dell’ingegner Giuliano Rossi e dell’architetto Giulio Biroli daranno il via ad un nuovo tentativo, questa volta utilizzando un sistema d’aria compressa che oltre a ripulire gli scafi potrà permettere quel sollevamento sufficiente a cingere gli stessi con una fascia sottostante che a sua volta verrà agganciata alle gru e sollevata. Un lavoro lungo e delicato cui dovranno seguire le fasi di sistemazione delle assi di legno precipitate insieme alle barche nella fatidica notte del 27 dicembre scorso.

Chi non mostra segni di sfiducia e nemmeno di resa è l’assessore ai lavori pubblici di Viadana Adriano Saccani, il quale oltre a confidare in una imminente ripristino della struttura spera anche nell’intervento della Regione Lombardia, che potrebbe togliere quei vincoli legati al Patto di Stabilità che sembrano impedire alla Provincia di Mantova di spendere gli 800mila-1 milione di euro circa necessari ad una riqualificazione generale del ponte di barche di Torre d’Oglio. E di eliminare così del tutto tutte quelle situazioni che periodicamente costringono i cantonieri ad esporre i cavalletti da parte e l’altra del tragitto con la scritta “Ponte chiuso, traffico deviato”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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