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Dagli ambientalisti dieci
domande sulla Cr-Mn
Ma riunione rinviata…

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Nella foto, gli ambientalisti manifestano all’ingresso dell’autostrada

CASALMAGGIORE – Dieci domande a Stradivaria Spa, concessionaria dell’autostrada regionale, sulla futura costruzione della Cremona-Mantova, l’autostrada contestata dai movimenti degli ambientalisti anche del Casalasco e non solo. Dieci domande che però non potranno avere una risposta nella giornata di giovedì, come inizialmente si pensava.

E’ stata infatti rinviato a giovedì 16, con un comunicato arrivato nelle scorse ore che ha suscitato qualche polemica, l’incontro tra le parti organizzato per giovedì 9, subito dopo il consiglio provinciale di Mantova. Ribadendo, dunque, che il tema rimane attualissimo ma dovrà attendere sette giorni per la discussione faccia a faccia, ecco il documento con le dieci domande prodotto e firmato a Piadena da Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre,  Legambiente Lombardia, Coordinamento Comitati  Ambientalisti Lombardia, Associazione WWF-Cremona,  Salviamo il Paesaggio Cremonese Cremasco  e Casalasco, Lipu – Canneto S/O, Associazione Persona-Ambiente, Legambiente Cremona. Lo pubblichiamo integralmente:

1. Ad oltre dieci anni dalla prima conferenza di servizio e dopo un lungo silenzio, intervallato solo da annunci a mezzo stampa, puntualmente disattesi, ora, pare, verrà convocata  la seconda e decisiva conferenza di servizio relativa al progetto definitivo dell’autostrada Cr-Mn. Come mai questa accelerazione proprio ora che la Regione ha deciso di  non stanziare alcuna risorsa per il progetto autostradale nel proprio bilancio 2014/2016?

2. A questa mancanza di risorse si aggiungono anche i vincoli di bilancio del patto di stabilità, che impediranno comunque di stanziarle anche nei prossimi anni. Come sarà possibile realizzare entro il 2016 il primo lotto di 14 km dal costo di circa 200 mln e finanziato per 108 mln di euro con il previsto contributo regionale?

3. Nelle recenti dichiarazioni dei principali attori di questo progetto (Regione, Ilspa, Stradivaria)   c’è stato un reciproco riconoscimento del lavoro sin qui  compiuto. Come si inquadra in questo contesto la dichiarazione del d.g. di Stradivaria dott. Acerbi che su Mondo Padano del 3/1/2014, rivolgendosi al presidente di Ilspa, si spinge a sottolineare come alla Regione convenga di più contribuire alla realizzazione del progetto, con il previsto contributo di 108 mln di euro, che accollarsi, in caso contrario, la penale contrattuale pari a 120 mln di euro?

4. Lei presidente, in occasione della riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di Cremona del 16/7/2012, ha dichiarato quanto segue: “Il problema è che oggi non sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano economico-finanziario”. Considerato  che i flussi di traffico sulla rete autostradale italiana continuano ad essere in netto e costante calo (nel 2012 sulla A/21 -7,2%), mentre nel piano economico-finanziario della Cr-Mn sono previsti sempre in crescita, come ritiene di poter riequilibrare tale piano?

5. Nell’agosto scorso, ben 48 soggetti, tra cui sindaci, associazioni agricole ed ambientaliste, forze politiche, consiglieri regionali e parlamentari hanno sottoscritto un documento in cui si chiede una moratoria nell’iter decisionale per riesaminare la reale necessità di portare a compimento questo impattante ed oneroso progetto, attraverso un aggiornamento del precedente studio sui flussi di traffico commissionato alla società Polinomia. Qual è la posizione della sua società in proposito?

6. Considerato che, rispetto ad un presunto disegno strategico che vedeva l’autostrada  Cr-Mn inserita nel “corridoio 5 Lisbona a Kiev” (circostanza smentita dalla CE in ben due documenti ufficiali), ora, a parte i tempi in cui si prevede di realizzare l’opera in questione ed il drastico ridimensionamento dei lavori previsti nella prima fase, è venuta meno anche l’ipotesi della prosecuzione ad est del progetto con sbocco ai porti dell’adriatico. L’autostrada Nogara-mare infatti non si congiungerà più alla Cr-Mn all’altezza di Castel d’Ario, bensì all’autostrada A/22 a nord di Nogarole Rocca. Questo fatto, insieme alla realizzazione della quarta corsia dell’autostrada A/4 ed all’avanzato stato di realizzazione dell’autostrada Cispadana, avranno come conseguenza una notevole e ridotta capacità di attrazione di traffico da parte della Cr-Mn, i cui flussi di traffico previsti  erano già molto deboli ed incerti ed ora ulteriormente ridimensionati dal calo generalizzato del traffico autostradale. Quale importanza strategica e valenza trasportistica ritiene di poter attribuire oggi a questo progetto?

7. La società Centro Padane spa, che controlla la vostra società con il 59,2% delle azioni, ha avviato un contenzioso con lo stato per vedersi riconosciuto il valore di subentro per la concessione dell’A21 pari a circa 260 mln di €. In attesa di ciò alla stessa società è stato riconosciuto per il 2014 un aggiornamento della tariffa autostradale del 8,01% (al secondo posto nella classifica degli incrementi). Secondo molti autorevoli organismi questi incrementi sono del tutto ingiustificati, ancorchè la media degli incrementi concessi sia stata del 3,9%. Da un nostro calcolo se continuerà per alcuni anni questo trattamento di favore, saranno gli utenti della strada a portare, entro il 2027, nelle casse di Centro Padane questo indennizzo che lo stato e pensiamo nessun altra società subentrante sarà in grado di garantire. Dal momento che lo stesso d.g. di Ilspa, Rognoni, ha dichiarato (Mondo Padano del 3/1/2014) che il vero problema della Cr-Mn è il nodo della concessione dell’A21, dalla cui gara Centro Padane è stata esclusa, come commenta questa situazione?

8. Il Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre ed il Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Lombardia, con l’assistenza dell’avv. Umberto Fantigrossi, hanno inviato ad Ilspa, il 15/10/2013, apposita “Istanza di avvio del procedimento ex lege n.241/90 di decadenza del concessionario Stradivaria spa dell’autostrada Cr-Mn ai sensi dell’art. 36 della concessione”. Che cosa risponde in proposito?

9. Lo IARC (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS), ha stabilito che l’inquinamento atmosferico è tra i più diffusi agenti cancerogeni ambientali. Dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), risulta che l’Italia viola i limiti di quasi tutti gli inquinanti atmosferici previsti dalla normativa Europea, esponendo le  popolazioni che risiedono nelle aree urbane italiane, in particolare quelle della Pianura Padana, ad inaccettabili livelli di inquinanti dell’aria. L’IPCC, l’organismo scientifico delle Nazioni Unite, ha reso noto che i cambiamenti climatici prodotti dall’attività umana hanno raggiunto un livello tale di gravità che restano a disposizione solo 10 anni per salvare il pianeta da scenari catastrofici. Non ritiene che di fronte a questa situazione drammatica, in cui c’è bisogno dell’impegno forte di tutti, anche la società che lei presiede dovrebbe porsi con urgenza il tema del  cambiamento della propria “Mission”?

10. Per la salute del Pianeta e per quella dei cittadini, chiediamo che le scarse risorse disponibili vengano destinate ad opere infrastrutturali ferroviarie che contribuiscano a togliere veleni dall’aria e che ci rendano un paese veramente moderno.

Declinare questo inderogabile ed urgente impegno per il nostro territorio significa:

• portare a compimento il Ti-Bre ferroviario, per collegare i porti dell’alto Tirreno con il cuore dell’Europa;

• potenziare la linea ferroviaria Mn-Cr-Codogno per migliorare e collegare in modo razionale ed efficiente il territorio con il capoluogo regionale Milano.”

Queste opere importanti e necessarie che non hanno i fondi per essere portate a termine sono opere che si accordano pienamente con i nuovi programmi Ten per il trasporto Europeo che puntano tutto sulla ferrovia. Ritiene impossibile unire le potenzialità di Società come Centro Padane spa e Autocisa spa che abbandonando i relativi progetti autostradali puntino invece al completamento delle due opere suddette? Siamo consapevoli che si tratta di un lavoro immane che implica un grande sforzo di progettazione, diplomatico e politico che dovrà interessare istituzioni Italiane e comunitarie, al fine di ridisegnare il ruolo di queste società, ma alla fine riusciremo a preservare le Società ed il loro valore in termini di conoscenza e occupazione, avremo due opere finalmente portate a termine e un capitale paesaggistico ed agricolo preservato dalla cementificazione”.

redazione@oglioponews.it

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