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Tragedia di via Fermi:
il 55enne investito
era sulle strisce pedonali

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Nella foto, l’incidente costato la vita al 55enne sudanese di Bozzolo

CASALMAGGIORE – L’Opel Astra grigia, condotta dal ragazzo di 23 anni di Viadana, rimasto visibilmente sotto choc dopo l’impatto che è costato la vita al 55enne sudanese residente a Bozzolo nella serata di giovedì, è stata posta sotto sequestro dai carabinieri di Casalmaggiore, che dovranno ora verificare l’entità della responsabilità del conducente, anche dai rilievi meccanici della stessa vettura.

Un procedimento che, in presenza di incidenti mortali (e di investimenti in particolare), viene sempre eseguito dalle forze dell’ordine e che dunque non sorprende più di tanto. Un’altra conferma che arriva dalla caserma di Casalmaggiore riguarda la complessità della posizione del conducente, portato all’ospedale Oglio Po per accertamenti più che altro legati allo stato emotivo dello stesso: è infatti stato accertato dai carabinieri che il 55enne sudanese stava attraversando sulle strisce pedonali, o comunque in prossimità di esse, al momento dell’investimento. Posizione che naturalmente, seguendo le regole del codice della strada, non fa altro che aggravare la posizione del 23enne di Viadana. E di “posizione complessa per l’autista” parla anche Cristiano Spadano, capitano dei carabinieri di Casalmaggiore. Il rischio più grave è l’accusa per omicidio colposo. Come noto, il Governo Italiano sta valutando se introdurre, per volontà del ministro Susanna Cancellieri, il reato di omicidio stradale.

Le condizioni del 55enne sudanese sono parse da subito gravissime: c’è chi sostiene che in realtà l’uomo fosse partito sull’ambulanza già privo di vita. Versione non confermata dai sanitari, ma è invece accertato l’altro particolare: un passante ha cioè chiesto a uno dei negozi che si affacciano su via Fermi un telo per coprire il 55enne. Un gesto pietoso che solitamente si effettua solo in presenza di un cadavere. Il dubbio rimane, ma è molto difficile insomma saperne di più, anche se ovviamente non è questo il punto.

Intanto infuria la polemica per la questione sicurezza: lungo la provinciale 358 si sono verificati troppi incidenti, spesso mortali, causati dall’alta velocità delle auto in quel punto ma anche da una scarsa illuminazione della zona. Come abbiamo potuto verificare nella giornata di giovedì, dopo l’incidente, le stesse strisce pedonali, che dovrebbero rappresentare un passaggio in totale sicurezza per chi non va in auto o in bicicletta, non godono di grande illuminazione. Gli stessi commercianti e residenti della zona sostengono con fermezza che il morto c’è già scappato, e non sarà, si teme, l’ultimo finché la situazione non migliorerà. Nel mentre venerdì mattina il sindaco Claudio Silla e il capo della Polizia locale Silvio Biffi hanno effettuato un sopralluogo sul posto, chiedendo anche informazioni e pareri ai commercianti: resta inteso che la strada è di competenza della Provincia di Cremona e non del comune, ma si cercherà una collaborazione tra gli enti. Il traffico stimato è di 15mila veicoli al giorno su via Fermi, anche per l’apertura di molti esercizi commerciali negli ultimi mesi in zona.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • ferdinando tagliavini

    Questa sera, passando per il luogo dell’incidente, ho visto che effettivamente le strisce pedonali non sono sufficentemente evidenziate. Ci potrebbe essere un dosso in corrispondenza delle strisce, le strisce bianche potrebbero avere uno sfondo rosso o almeno il passaggio pedonale potrebbe essere evidenziato con un cartello luminoso sovrastante (come ad esempio quello che c’è in centro a Vicomoscano).

    Quanto accaduto mi turba particolarmente perchè mi torna in mente l’incidente in cui è morta mia madre, circa una anno e mezzo fa, accaduto pochi metri più avanti.
    Lei era ferma in bicicletta su una ciclabile, è stata schiacciata da un camion che usciva dalla ditta Cogeme. Una una parte di colpa è toccata anche a lei perchè avrebbe dovuto mantenere una distanza di sicurezza rispetto al raggio di sterzata del camion….. probabilmente, secondo il codice della stada, anche la vittima di ieri avrebbe dovuto muoversi con più cautela.
    Il conducente dell’auto ha già la sua pena da scontare per tutta la vita: il rimorso per una disattenzione fatale.

    In un tratto di strada così ci sono pericoli che dovrebbero essere ridotti al minimo perchè certe situazioni POSSONO e DEVONO essere previste; ad esempio credo che sia eccessivamente rischioso che i TIR escano dalla ditta Cogeme direttamente sulla strada provinciale attraversando una pista ciclabile.
    Ricordo altresì che nello stesso punto 2 o 3 anni fa un camion in manovra aveva investito l’autovettura di un’insegnate casalese riducendola in fin di vita.
    Purtroppo non sono bastati 2 incidenti molto gravi per prendere la decisione di far uscire i veicoli Cogeme dalla laterale via del Porto!

  • Ferdinando

    Ieri sera, passando per il luogo dell’incidente, ho visto che effettivamente le strisce pedonali non sono sufficentemente evidenziate. Ci potrebbe essere un dosso in corrispondenza delle strisce, le strisce bianche potrebbero avere uno sfondo rosso o almeno il passaggio pedonale potrebbe essere evidenziato con un cartello luminoso sovrastante (come ad esempio quello che c’è in centro a Vicomoscano).

    Quanto accaduto mi turba particolarmente perchè mi torna in mente l’incidente in cui è morta mia madre, circa una anno e mezzo fa, accaduto pochi metri più avanti.
    Lei era ferma in bicicletta su una ciclabile ed è stata schiacciata da un camion che usciva dalla ditta Cogeme. Una una parte di colpa è toccata anche a lei perchè avrebbe dovuto mantenere una distanza di sicurezza rispetto al raggio di sterzata del camion….. probabilmente, secondo il codice della stada, anche la vittima di ieri avrebbe dovuto muoversi con più cautela.
    Il conducente dell’auto ha già la sua pena da scontare per tutta la vita: il rimorso per una disattenzione fatale.

    In un tratto di strada così ci sono pericoli che dovrebbero essere ridotti al minimo perchè certe situazioni POSSONO e DEVONO essere previste; ad esempio credo che sia eccessivamente rischioso che i TIR escano dalla ditta Cogeme direttamente sulla strada provinciale attraversando una pista ciclabile.
    Ricordo altresì che nello stesso punto 2 o 3 anni fa un camion in manovra aveva investito l’autovettura di un’insegnate casalese riducendola in fin di vita.
    Purtroppo non sono bastati 2 incidenti molto gravi per prendere la decisione di far uscire i veicoli Cogeme dalla laterale via del Porto!