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La strada maledetta
Leoni: “Al lavoro per
migliore illuminazione”

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Nella foto, l’incidente di giovedì in via Fermi e l’assessore provinciale Leoni

CASALMAGGIORE – Due giorni dopo la tragedia che è costata la vita ad un 55enne sudanese ci si interroga ancora sul problema sicurezza di via Fermi e, più in generale, della strada provinciale 358. Dato che in quella zona gli incidenti mortali sono già stati quattro negli ultimi anni (quello che commosse maggiormente fu quello del giovanissimo Alessandro Varasi, stroncato ad appena 15 anni in sella al suo motorino nel 2011), tutti reclamano maggiore attenzione alla guida. Che però, prima di tutto, passa di certo da una maggiore prevenzione e sicurezza, anche da parte di chi governa quella strada.

Proprio qui sta il punto. La strada è comunale o provinciale? La questione della competenza, dinnanzi a una tragedia come quella appena capitata, dovrebbe passare in secondo piano, ma la risposta contiene in parte la soluzione. La situazione in quella strada è promiscua, come spiega Giovanni Leoni, assessore provinciale ai Trasporti che proprio del Casalasco (di Gussola) è originario.

Tutto parte dal 2008, spiega Leoni. “Il comune di Casalmaggiore e la Provincia di Cremona deliberarono di declassare la strada da provinciale a comunale” spiega l’assessore “. Questa delibera si inseriva in un progetto più grande: declassare la strada e farla diventare comunale, di fatto, significava vietare il transito di mezzi pesanti all’interno del centro abitato di Vicomoscano, dato che quella provinciale proprio da lì passa. In particolare, con la realizzazione della Gronda Nord e del tratto di Quattrocase, l’intenzione era ed è tuttora di spostare il traffico pesante sulla Sabbionetana, più adatta a sopportarlo. Il passaggio era chiaro: il comune ha realizzato il tratto di Gronda Nord e lo ha ceduto alla Provincia che, come compensazione, ha ceduto la strada provinciale 358 al comune. Ma il passaggio non si è ancora concretizzato, pur essendo già stato deviato il traffico pesante. Dunque la gestione è al momento promiscua”. Cosa manca ancora, dunque? “Un passaggio formale da parte di Regione Lombardia, che deve intervenire perché la 358 tocca, per un piccolo tratto viadanese, anche la provincia di Mantova, dunque va considerata come interprovinciale”.

Burocrazia a parte, è ora di fare qualcosa. “Analizzando il tratto maledetto posso dire che ci sono due accessi troppo ravvicinati e pericolosi. Ma nel caso specifico dell’investimento di giovedì sera, il problema accessi non si pone. L’uomo investito, infatti, era sulle strisce pedonali. A questo punto dobbiamo dunque pensare alla segnaletica: quella orizzontale è di competenza del comune ed è ben tenuta, anzi le strisce erano state ripassate da poco tempo ed erano visibili. La segnaletica verticale, di competenza della Provincia, indica peraltro il passaggio pedonale in anticipo di qualche decina di metri, come prevede il codice della strada”.

D’accordo l’errore umano dell’autista, che avrebbe dovuto frenare prima. E conveniamo che la segnaletica è a posto. Però quella zona è davvero poco illuminata. “Questo è vero. La Provincia non ha competenza sull’illuminazione di una strada extra-urbana, ma può intervenire eccezionalmente su alcuni punti critici. La nostra intenzione è di incontrare il comune di Casalmaggiore per porre rimedio: un palo della luce, in quel punto, potrebbe risolvere almeno una parte del problema. La collaborazione tra i due enti è sempre stata buona, siamo convinti che, anche stavolta, troveremo un rimedio. Ripeto, quel punto è effettivamente poco illuminato. Dopo di che l’unica soluzione reale rimane la maggiore prudenza da parte di chi è al volante”.

Un pensiero sul quale tutti sono d’accordo. Ma la prevenzione, in certi casi, è quasi un dovere. E comunque non è mai troppa, proprio come la prudenza.

Giovanni Gardani

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