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Santa Chiara, via
alla mensa. Torchio:
“Sarà nel Distretto Solidale”

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Nella foto due momenti dell’inaugurazione

CASALMAGGIORE – La mensa della Fondazione Santa Chiara riapre al pubblico, dopo diversi mesi di chiusura, segnando un passaggio di consegne (dal comune alla Fondazione, appunto) e una svolta probabilmente epocale: più che di una mensa per lavoratori, infatti, si potrebbe anche parlare di un servizio ristorazione, tenendo conto che la cucina, su richiesta, può aprire anche la sera.

L’inaugurazione, avvenuta nella giornata di venerdì poco dopo mezzogiorno, è stata aperta dalle parole di Paolo Vezzoni, presidente del cda di Santa Chiara, presente assieme alla direttrice (che presto lascerà il posto al successore) Maria Rosa Concari e ad altri membri dello stesso consiglio d’amministrazione. Vezzoni ha parlato di un anello mancante della catena che va a completarsi, specificando che “così si completa il sistema di attività della nostra Fondazione”. Anche l’ex sindaco di Casalmaggiore Massimo Araldi ha voluto evidenziare, per la parte che più lo riguarda da vicino nella collaborazione, quanto questo servizio possa divenire essenziale per il Casalmaggiore International Festival, divenendo “integrato e assieme appetibile”.

E’ stato poi il turno dell’attuale sindaco Claudio Silla, che ha avuto modo di precisare, tramite una breve cronistoria, come si è arrivati a questa soluzione. “Il nostro comune si è concentrato parecchio sulle mense scolastiche, ma negli ultimi tempi non riuscivamo a reggere la cosiddetta mensa dei lavoratori. Anzitutto mi preme ringraziare Araldi e Ferruccio Martelli, che al tempo ebbero la brillante idea di recuperare questi luoghi, così come, venendo all’attualità, Maria Rosa Concari, pietra angolare delle attività di questa Fondazione: il comune ha messo il contenitore, lei ci ha messo il contenuto”.

Il sindaco ha poi avuto parole d’elogio per il nuovo cda. “Si tratta di un servizio che passa di mano e di una Fondazione che proprio tramite questa nuova iniziativa dimostra di poter stare in piedi con le proprie gambe. Soltanto uno come Carlo Stassano (membro del cda, ndr)” ha scherzato il sindaco “poteva organizzare un’inaugurazione di venerdì 17…”. L’apertura ufficiale della mensa sarà lunedì, mentre sono stati resi noti i prezzi: 3.50 euro un primo, 4.50 euro un secondo o un piatto unico, 2 euro un contorno o un dolce, 3.50 euro una macedonia, 1 euro la frutta o lo yogurt, 1 euro l’acqua e 1.50 euro il vino. Non solo: saranno serviti menù da 7, 8 o 9 euro, a seconda delle portate scelte (il menù da 9 prevede un pasto completo).

La mensa di Santa Chiara sarà diretta da Orestina Cocconi della cooperativa Speranza di Mantova, presente assieme al presidente della cooperativa Claudio Bollani, che così si è espresso: “Non conoscevo il vostro bel territorio, ma siamo felici di collaborare con voi, perché abbiamo da subito trovato sintonia e punti di contatto nel sociale. Sono peraltro amico di Giuseppe Torchio e con lui ho avuto modo di conoscere la realtà di Santa Chiara. La nostra cooperativa, nata 30 anni fa a seguito della chiusura del manicomio di Mantova per fare lavorare anche alcuni disabili psichici, dà lavoro a 150 persone, di cui 45 con disabilità, appunto. Ci impegniamo nel settore della ristorazione e della pulizia e il rapporto con la società e il quotidiano è per noi basilare”.

Proprio Torchio ha chiuso con una rivelazione: “La mensa di Santa Chiara entrerà nel Distretto dell’Economia Solidale: intendiamo infatti favorire la ristorazione pubblica o privata basata sulla filiera corta, ma senza per questo cercare appalti al massimo ribasso, perché anzitutto cercheremo la qualità. E’ un progetto finanziato dall’Unione Europea e noi abbiamo portato il nostro stand presso il palazzo del Pirellone, con alcuni produttori biologici proprio del Casalasco. Credo che il Distretto dell’Economia Solidale sia il primo passo, lo start up per il futuro Distretto Bio dell’Oglio Po”.

Giovanni Gardani

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