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Casalmaggiore Città
Slow? Manca solo
il sì della giunta

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Nella foto la piazza di Casalmaggiore e il simbolo della città slow

CASALMAGGIORE – Per l’ufficialità manca soltanto un passo, anzi una formalità: come annuncia l’associazione Amici di Casalmaggiore, la stessa che ha dato vita alle manifestazioni della Festa della Zucca o della Festa dell’Europa (che a maggio tornerà sul Listone) “dopo aver ottenuto il consenso dal direttore del circuito e ricevuto gli incartamenti necessari, da CittàSlow, siamo in attesa della delibera di giunta per fine settimana. Casalmaggiore sarà nel circuito internazionale CittàSlow”.

Cosa significa, esattamente, questo? Il Movimento CittaSlow è nato nel 1999 dall’intuizione di Paolo Saturnini, allora Sindaco di Greve in Chianti, fatta propria dai Sindaci delle città di Bra, Francesco Guida, di Orvieto, Stefano Cimicchi, e di Positano, Domenico Marrone, e accolta da Carlin Petrini, Presidente e fondatore di Slow Food.

L’obiettivo del movimento è sempre rimasto quello di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell’ecogastronomia alla pratica del vivere quotidiano. I Comuni che aderiscono all’associazione sono animati da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l’uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni; rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina; ricchi di affascinanti tradizioni artigiane, di preziose opere d’arte, di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati; caratterizzati della spontaneità dei riti religiosi, dal rispetto delle tradizioni, dalla gioia di un lento e quieto vivere.

Slow significa infatti “lento” e vuole promuovere la capacità da parte dei cittadini di riprendersi la città, appunto, di goderne, con lentezza, le sue bellezze a livello culinario, architettonico e di tradizioni. Per Casalmaggiore, da sempre accusata di avere perso la volontà di vivere il proprio centro storico, con conseguente crisi del commercio, dovrebbe essere un primo passo verso un rinnovamento di prospettive. Nei primi dieci anni di vita l’Associazione Cittaslow si è diffusa “slowly” in 19 paesi del mondo, raggiungendo le 130 città associate. Adesso tra queste città troviamo anche Casalmaggiore. O meglio la troveremo tra pochi giorni, dopo il passaggio formale della giunta comunale di Casalmaggiore.

I principi cardine del movimento, come si legge sul sito ufficiale dello stesso, sono la difesa e la messa in valore dell'”identità” locale, scevra da ogni localismo ma proiettata verso il futuro di qualità e giustizia sociale, e la promozione della “sostenibilità” attraverso un modello di sviluppo economico e sociale che tenga in massimo conto l’alleanza tra generazioni, e la difesa della biodiversità ambientale e culturale dei diversi territori. Traducendo giorno per giorno questi concetti negli atti amministrativi e gestionali delle singole città, gli amministratori e i cittadini delle CittaSlow partecipano di un più vasto movimento di comunità che dal territorio indicano una strada possibile, fatta di centinaia e centinaia di progetti e applicazioni concrete già sperimentate nelle città, per un futuro di qualità più slow ma non per questo meno moderno.

redazione@oglioponews.it

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