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Il cinepanettone dei politici
sulla pelle dei Marò

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Pierfurby Casini e una delegazione bipartisan sono volati in India. A confortare i Marò. Una allegra scampagnata in nome della solidarietà ai fucilieri. Due anni dopo il pasticciaccio (febbraio 2012) la Casta si è mossa. Ma più che una missione sembra una vacanza. Un cinepanettone.

Alla vigilia dell’atteso verdetto del 3 febbraio (omicidio o terrorismo) – e dopo una catena di fallimenti diplomatici – il Governicchio di Lettanipote ci prova con il Cattocentrista ed un codazzo di membri delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. I “soccorritori” sono a Delhi da lunedi. Da quelle parti è arrivata anche Valèrie, la “première dame” separata da Hollande. I fotografi indiani sono andati a nozze. Nemmeno De Laurentiis avrebbe potuto far meglio.

Pierfurby, prima di partire, ha messo le mani avanti con una intervista al Corrierone che gli ha chiesto: andate a riprenderli? La vecchia volpe ha subito parato il colpo: ”No. Non spetta a noi. E non vogliamo alimentare false aspettative”. La cronista ha insistito: scusi, ma allora cosa andate a fare? “Per esprimere solidarietà, a dir loro che non sono soli” ha prontamente risposto l’anguilla della politica italiana, il Fregoli appostato al centro perché da lì si tratta meglio. Terza domanda: ma non potevate muovermi prima? “Sterminator” – l’uomo cioè che ha sfasciato il centrodestra ed il Terzo polo, l’uomo che ha cancellato Udc, Fli e pure Rutelli – non si è fatto sorprendere. “Muoverci prima? Avremmo potuto ma abbiamo voluto evitare che ci fossero accuse di protagonismo”. Infatti.

Appena a Delhi, Pierfurby si è piazzato al tavolo coi Marò, davanti alle con tv di mezzo mondo, sfoderando un’aria piaciona da caposcout. Il rabdomante del posizionamento, l’Incasinator di coalizioni – dove passa lui non cresce più una alleanza – si è piazzato alla sinistra di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre con un leggero corrugamento delle sopracciglia. Con una vaga espressione di corruccio. Indiani allerta, Casini non scherza. E’ in politica dal 1983. Ne ha viste e fatte più di Bertoldo. E’ stato lo sponsor di Monti, il premier che vi ha restituito i nostri fucilieri. E’ lui che diceva “Senza Monti l’Italia sarebbe le baratro”, “Se lo spread è sceso è solo per lui”. Poi, dopo averlo sedotto, lo ha abbandonato. Succede. Mi viene in mente una frase di Michel Tournier: “Che grande politico sarebbe stato Giuda!”. D’altra parte Casini è stato l’allievo di Arnaldo Forlani il “Grande saponificatore”, come scriveva Scalfari. Montanelli era persino più duro, lo chiamava “L’onorevole Dopodilei”. Il Coniglio mannaro non c’è più, Pierfurby c’è ancora. Resiste. Mica è la De Girolamo.

Questa “gita di Casini & C. sulla pelle dei Marò” (V.Feltri) è una iniziativa velleitaria. Comunque una riparazione tardiva dopo due anni di vergognoso disinteressamento. Conferma che siamo un Paese vecchio, lento, rugginoso. Una volta l’Italia era la quinta potenza economica, oggi siamo al 49esimo posto come è stato certificato l’altro giorno a Davos. Siamo stati superati da Stati come le Mauritius, Panama, Malta, il Bahrain. Ci guida una classe politica distratta, pigra, inadeguata, svelta solo a “perpetuare la sua permanenza sulle poltrone”, come schiaffeggia Grillo. I partiti si credono l’ombelico del mondo ma infilano molti autogol. Come questo pasticiaccio dei Marò.

Come finirà questa storiaccia? Ho una idea: dopo aver sollevato il tema della “pena di morte” (gli indiani manco ci pensavano) ed aver fornito alle autorità locali “un insperato strumento tattico” (Antonio Armellini, ambasciatore in India 2004-2008) corriamo il rischio di vedere condannati all’impiccagione i nostri soldati e poi vederli “graziati”. Insomma finirà che dovremo ringraziare l’India per aver risparmiato la pena capitale ai fucileri. L’Italia sta cadendo in basso come corpo morto cade. Sveglia!

Enrico Pirondini

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