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Centrodestra unito
a Casalmaggiore. E’
davvero possibile?

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Nella foto la presentazione del Nuovo Centro Destra di giovedì sera

CASALMAGGIORE – Si è appellato ai valori di famiglia cristianamente intesa, di cultura d’impresa, di prevalenza di società sullo Stato, il Nuovo Centrodestra, presentatosi con tre pezzi da novanta lo scorso giovedì a Santa Chiara, a Casalmaggiore. Il consigliere regionale Carlo Malvezzi, il presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini e l’assessore provinciale Giovanni Leoni, che sarà referente per il Casalasco di Ncd, hanno parlato con toni accorati, lanciando frecciate pesanti a Silla (“un funzionario di partito non può fare il sindaco”) e l’idea di unire il centro-destra per assaltare il castello del comune, da sempre, ossia da quando si parla di bipolarismo, in mano al centro-sinistra.

Abbiamo sentito, nei giorni successivi, il parere di personaggi politici locali che potrebbero rientrare nel progetto, per capire se la comunione d’intenti può essere raggiunta. Detto che Orlando Ferroni, che nel 2009 spaccò il centro-destra fondando Casalmaggiore per la Libertà, ha già dato il suo assenso giovedì durante la conferenza (forse farà un passo indietro per questioni di lavoro, anche se c’è chi crede che la scelta sia legata alla volontà di favorire una “riunificazione” a destra), Filippo Bongiovanni per la Lega Nord evidenzia come il Carroccio vada già d’amore e d’accordo in Provincia con Salini (Bongiovanni è proprio il vice-presidente). “Si lavora nella direzione dell’unità del centro-destra e questo è buono, ma occorre fare attenzione a non commettere gli errori del passato. La strada a livello comunale è lunga, ma è importante avere proposto paletti chiari: sono valori, credo, condivisibili. Io candidato sindaco? E’ troppo presto per dirlo. Quello che invece va evidenziato è che da un lato Silla propone lo stesso pacchetto che non ha fatto nulla per cinque anni; il centro-destra invece lavora per una vera alternativa. Attenzione però: a livello comunale non sarà un progetto politicamente marcato, dunque credo si vorranno accogliere proposte anche da correnti non di centro-destra”.

Il riferimento sembra essere al Listone, che da sempre si considera civico, neutrale e trasversale. La presenza, come sostenitori del Ncd, di Stefano Busi e Giovanni Gardinazzi, in lista nel 2009 col Listone, potrebbe essere il gancio giusto… “Eravamo presenti alla conferenza” spiega Carlo Gardani “perché vogliamo ascoltare le proposte di tutti. E’ questa la nostra filosofia, senza preclusioni: ascoltiamo e intanto stendiamo un nostro programma fattibile, senza voli pindarici, pronti al confronto. Dal di fuori osservo e dico che il centro-destra unisce le forze come è logico, dopo gli errori del passato. Noi, da civici, potremmo accettare di collaborare ma non vogliamo simboli di partito o perderemmo la nostra natura. Siamo anche disposti a rinunciare al simbolo “Il Listone”, ma solo se il nostro motto diventa qualcosa di simile a “Casalmaggiore per il Casalasco”. E’ essenziale che l’unione vada a qualificare e quantificare qualcosa di buono per la città. Su queste basi possiamo ragionare”.

Interessante e “piccante” il pensiero di Marco Micolo, ultimo coordinatore del Pdl locale ora dichiaratosi lontano dai partiti. “Sono state spese frasi importanti, ma a parole sono tutti bravi. Resta da capire se questa proposta durerà nel tempo, ora è ancora troppo fresca: non vorrei diventasse un Forza Italia “B”. Certo, noi continueremo a creare una lista civica, probabilmente senza candidato sindaco, poi andremo in appoggio. A chi? A chi se lo meriterà, magari anche a Silla. E’ importante, per il centro-destra, che Ferroni faccia un passo indietro: solo e soltanto così l’area liberale potrà unirsi”. Che sia questo, a livello locale, il vero paletto?

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