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San Matteo, telo
bianco e lavori di sfalcio
per scovare altri problemi

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Nella foto i due diversi interventi lungo l’argine San Matteo-Cizzolo

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – Rischia veramente l’isolamento San Matteo, una delle frazioni di Viadana maggiormente penalizzate dal punto di vista dei collegamenti. Chiunque arrivi da quelle parti in questi giorni, infatti, non saprebbe a che santo votarsi per proseguire il percorso.

Raggiungere Cesole e Mantova da queste parti è impossibile se non tramite un percorso nettamente allungato, così come arrivare a Cizzolo. L’unica soluzione è armarsi di pazienza e prepararsi a lunghe deviazioni, che, come ha fatto notare una signora del posto martedì nel primo pomeriggio, “con quello che costa il carburante oggi giorno non è una soluzione felice”. La piena del Po che a sua volta ha riempito il fiume Oglio ha fatto uscire quest’ultimo dall’alveo, inondando le golene  e premendo contro una parte dell’argine che cosi è franato trascinandosi dietro una buona fetta di terreno, asfalto e guard-rail. Ma la colpa è anche da imputare alle infiltrazioni piovose.

Dalla sponda opposta sorge il magazzino idraulico dell’Aipo e la grande cascina della famiglia Ghinzelli: se l’acqua passasse attraverso l’argine, queste strutture subirebbe danni incalcolabili come del resto l’intero paese. Da martedì mattina il tratto di strada appare tutto bianco come se fosse caduta la neve. Il candore è costituito da un enorme telo di plastica steso tutt’attorno dai tecnici e tenuto fermo da svariati sacchetti di sabbia. Si è ricorsi a questa specie di impermeabilizzazione di fortuna per evitare che altre piogge vadano a inzuppare ulteriormente l’argine e aumentare così i pericoli di crolli.

La gente del posto, approfittando del sole martedì percorreva l’argine esprimendo contrarietà e disappunto per la situazione che ha creato ulteriori problemi ai loro spostamenti. “Ci hanno detto che ci vorranno due anni per riaprire l’argine  e siamo davvero messi male. Da quella parte non c’è più Ponte d’Oglio, qui non si va più a Cizzolo e ci tocca fare il giro dell’oca!”. Secondo alcuni pareri grande responsabilità andrebbe attribuita al passaggio di grandi mezzi pesanti che a poco a poco hanno distrutto la strada come si può notare dalle crepe e dagli avvallamenti.

Poco più avanti rispetto allo smottamento sono al lavoro alacremente due mezzi dotati di escavatore, con cui ripulivano l’argine per eliminare frasche, cespugli e verificare in questo modo che per tutta la lunghezza non ci fossero altre frane o tane provocate dalle nutrie. I residenti della zona hanno fatto notare anche la scarsità e l’incompletezza delle segnalazioni stradali: alcuni cartelli, a loro dire, verrebbero spostati addirittura da automobilisti  indisciplinati che non rispetterebbero i divieti. Questo ovviamente sino al momento in cui è avvenuto lo smottamento dell’argine che adesso non consente a nessuno il passaggio, tranne che a qualche cicloamatore o pedone coraggioso.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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