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TiBre ferroviario,
la scelta del tracciato
privilegi il casalasco

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Nella foto, i partecipanti al convegno e il pubblico nella sala consigliare di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci, e inoltre esponenti di spicco delle aziende e società interessate. Il convegno sulla scelta del tracciato ferroviario TiBre da potenziare, che tenutosi nella mattinata di sabato 1 marzo in una affollata sala consiliare del municipio di Casalmaggiore, ha visto la partecipazione di una serie di personaggi di spicco. Oltre al padrone di casa, il sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla, presenti Cesare Vacchelli in rappresentanza del coordinamento dei comitati ambientalisti, che ha organizzato l’iniziativa, quindi il presidente della TiBre srl Pier Gino Scardigli, l’onorevole Martina Nardi della Commissione Trasporti della Camera, l’assessore Mobilità e Trasporti della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri, il responsabile Servizio Studi e Progetti Speciali Autorità Portuale di La Spezia Angelo Matellini, il consigliere del Consorzio ZAI Verona Giancarlo Montagnoli e il dirigente STER Cremona-Regione Lombardia Enrica Gennari. Assenti, nonostante fossero annunciati, l’onorevole Alessia Rotta, il Direttore Infrastrutture Regione Veneto Stefano Angelini, il responsabile Trasporti Legambiente Lombardia Dario Balotta e il presidente di Ce.P.I.M. spa Interporto di Parma Johann Marzani.

Come noto la discussione ha riguardato quale tratto di collegamento tra Parma e Verona, nel quadro della tratta ferroviaria La Spezia-Brennero, sia da potenziare. In prima istanza fu scelto il tracciato del basso mantovano, che transita per Suzzara, ma poi lo studio effettuato dalla società Eidos (che l’ha presentato anche a Casalmaggiore con una relazione di Gianluca Croce), commissionato da TiBre srl, ha evidenziato l’opportunità di potenziare la tratta che transita per Casalmaggiore, Piadena e Mantova, che è più breve e consentirebbe un notevole risparmio in termini di costi (80 milioni di euro di investimento contro i 700 milioni previsti per la tratta del basso mantovano). Tra i vantaggi per il nostro territorio, spicca l’elettrificazione della linea Parma-Piadena.

Il convegno ha ribadito la bontà della modifica del tracciato. Lo stesso presidente di TiBre srl Scardigli si è allineato, ricordando come già nel 2001 l’opera fu considerata prioritaria. I ritadi di Italfer per la redazione del progetto preliminare, tra il 2003 e il 2007, fecero slittare i tempi, fino allo sblocco del Cipe del 2009, ma quei fondi destinati alle ferrovie si dispersero per mille rivoli (o binari). Dopo lo stallo, oggi è necessario rilanciare il progetto al nuovo governo: sarà un caso, ma nel momento in cui Scardigli chiamava in causa il governo entrava nella sala il senatore Luciano Pizzetti, proprio venerdì nominato Sottosegretario alle Riforme Costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento.

Il nodo più intricato resta il potenziamento della Pontremolese, senza del quale non si può parlare di progetti di completamento di Ti-Bre ferroviario e quindi di opzioni più casalasche o basso mantovane. Problema sottolineato dall’assessore emiliano Peri, che da par sua ha invitato tutti a non dividersi sul tracciato, ma unirsi nel convincere chi di dovere a investire sulla linea ferroviaria che collega La Spezia (porto tra i più importanti d’Italia) all’Europa. La Ti-Bre ha priorità riconosciuta a livello continentale, ma l’inefficienza del sistema logistico italiano ha tenuto il progetto in ghiacciaia: questo, in soldoni, il sunto dell’intervento di Peri. L’interlocutore, oltre che governativo (Pizzetti e Nardi si sono detti disponibili a riportare il tema all’attenzione del Parlamento e del nuovo esecutivo), dev’essere Ferrovie dello Stato, che come precisato da più relatori non ha mai mostrato interesse di investire sulla Ti-Bre.

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