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Addio a don Palmiro,
due comunità
strette nel saluto

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Nella foto le esequie di don Palmiro Ghidetti

SCANDOLARA RAVARA – Due comunità e due sindaci hanno rappresentato il simbolo più evidente di una partecipazione collettiva ai funerali di don Palmiro Ghidetti officiati lunedì mattina nella chiesa di Scandolara Ravara. Il sacerdote ha mantenuto la parrocchia di Casteldidone per molti anni e il sindaco Gualazzi con la fascia tricolore ha rappresentato il comune con la sua presenza mentre il primo cittadino Magni era in rappresentanza del paese, Scandolara Ravara, che ha dato i natali a don Palmiro e nel cui cimitero il sacerdote riposerà per sempre.

La bara appoggiata sul pavimento e con il corpo girato verso l’altare come è consuetudine per i religiosi, questi i primi aspetti visibili della cerimonia. Don Palmiro è stato ricordato dal Vescovo di Cremona Monsignor Dante Lafranconi, che ne ha letto alcuni pensieri scritti quando all’età di 11 anni, incontrando don Carlo Veronesi che gli chiese se lo avesse voluto seguire in Seminario, il giovane Palmiro rispose subito di sì: la determinazione di una intenzione confessata con impeto e slancio, senza nemmeno attendere il parere, contrastato, dei genitori.

“Una vocazione straordinaria che porta alla mente il primo incontro dei due discepoli con Gesù” ha spiegato il Vescovo che nell’omelia ha ricordato anche la passione di don Palmiro per la musica che gli consentiva di preparare funzioni religiosi di grande suggestione. Insieme a monsignor Lafranconi hanno concelebrato monsignor Mario Marchesi, vicario generale della Diocesi e don Antonio Censori, vicario zonale. Tutt’attorno ai celebranti una ventina di preti giunti da tutti i comuni limitrofi. Erano presenti tra gli altri anche il senatore Angelo Rescaglio e l’onorevole Giuseppe Torchio.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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