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Viadana, il giorno dopo
Quel che rimane della
Macelleria Caleffi

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Nella fotogallery gli effetti dell’incendio di mercoledì sera sul porticato di via Cavallotti

VIADANA – E’ ancora ricoverato in Ospedale Antonio Caleffi, il 62enne titolare della macelleria equina di Viadana, dentro la quale è scoppiato il furioso incendio mercoledi verso sera. L’uomo si trovava nel negozio assieme alla moglie e ad un conoscente  quando il motore di un frigorifero, esplodendo ha provocato l’inferno, con fiamme e fumo che hanno invaso l’intero centro storico.

Un episodio che ha costretto le forze dell’ordine a chiudere la piazza e allontanare le centinaia di persone che erano accorse, incuriosite da tutto quell’improvviso trambusto di sirene e lampeggianti, oltre al bagliore del fuoco che si temeva potesse raggiungere i negozi vicini e gli appartamenti e gli uffici soprastanti. Tre persone erano state trasferite all’Oglio per una leggera  forma di intossicazione a causa del fumo respirato. Due sono state poi dimesse mentre il titolare della macelleria è rimasto ricoverato in osservazione per alcuni problemi cardiaci insorti a seguito della tensione e del grande spavento.

Il sindaco Giorgio Penazzi che ha affidato il compito di verificare alla luce del sole le conseguenze dell’evento all’assessore Adriano Saccani e all’ingegnere comunale Giuseppe Sanfelici, giovedì si è voluto complimentare per il tempestivo intervento di tutte le forze dell’Ordine impegnate, dalla Polizia locale ai Carabinieri al sanitari del 118 comprendendo i Vigili del Fuoco. “Ancora una volta” ha sottolineato Penazzi “si è potuto verificare quanto importante sia la presenza di un distaccamento qui a Viadana. I Pompieri sono arrivati in pochissimi minuti lavorando dalle 19 sino a quasi mezzanotte. Grazie a loro si è evitato che un intero quartiere andasse in fumo, anche perché si tratta di abitazioni ed edifici storici costruiti con travetti in legno e materiale infiammabile, che potevano seriamente crollare. Senza un intervento tempestivo come quello effettuato adesso avremmo una bella fetta di case in meno in via Cavallotti”.

Giovedì mattina i portici nei pressi del luogo dove si è verificato il corto circuito apparivano puntellati, con le transenne che impedivano il passaggio dei pedoni. Quella che adesso si può chiamare l’ex macelleria equina appare come un profondo buco nero senza più alcuna connotazione, con le vetrine sciolte dal calore, un moncone  di quello che era il banco di vendita e tutto il resto cenere grigia e nera sul pavimento. Liquefatti completamente anche i pezzi di carne da cavallo esposti nel negozio e di cui non è rimasto più nulla. Solo un vaso di terracotta è rimasto in piedi, troneggiante nel suo colore giallo. I Vigili del Fuoco, peraltro, sono dovuti intervenire anche nella mattinata di giovedì, perché da una cappa usciva ancora fumo nero. Un intervento rapido di messa in sicurezza. E intanto l’odore acre del fiume si sentiva ancora, ancora a oltre 12 ore di distanza dal fattaccio.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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