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Brilla la Croce di luce
di Rotelli nel ricordo
del grande Mario Luzi

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Nella foto la croce di luce di Marco Nereo Rotelli (foto Diana Castagna)

MILANO/CASALMAGGIORE – Un grande poeta italiano, un grande palcoscenico, un grande artista che, pur essendo originario di Venezia, da Casalmaggiore è ormai stato adottato. E’ stata una serata particolarmente suggestiva quella di mercoledì scorso al Duomo di Milano grazie anche all’arte di Marco Nereo Rotelli: un momento culturale di alto spessore del quale hanno parlato anche il Tg3 Lombardia e il quotidiano Avvenire.

L’intenzione iniziale era quella di celebrare il centenario della nascita di Mario Luzi, le cui poesie sono state affidate alla voce di Roberto Mussapi. La “Via Crucis” poetica è stata così sublimata da un ottimo lettore, ma anche dalle suggestioni luminose di Rotelli, che ha partecipato all’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione “Mario Luzi poesia nel mondo” assieme alla “Scuola della cattedrale”. Una serata multimediale che ha avuto al centro la “Passione di Cristo”, scritta da Luzi su invito di Giovanni Paolo II nel 1999, durante la Via Crucis romana, e che ha aperto idealmente i 40 giorni di Quaresima, in preparazione alla Pasqua ormai prossima.

La croce di Rotelli è stata esaltata ancora di più dal buio del presbiterio, in un’associazione riuscita tra Parola e Luce, appunto, senza dimenticare il gioco di ombre che ne è scaturito. Una croce “moderna e spaziale” come ha spiegato Rotelli, che si è accesa di rosso nei passi più duri della Passione, nata nella mente dell’artista “dalla riflessione sul luogo”. Soprattutto, come ha avuto modo di illustrare Rotelli “una croce che trova forma nella mia vicinanza a Mario Luzi quando scriveva la sua Via Crucis”. Una croce viva, che l’artista casalese ha più volte trasformato mediante l’ausilio di una lavagna luminosa, sulla quale ha disegnato colori, simboli, scintille in continua metamorfosi, senza arrendersi alla fissità, attraversando così idealmente secoli di Storia. Una croce rimasta accesa – dopo essere stata mostrata per la prima volta ai milanesi nel luogo sacro per eccellenza di Milano, il Duomo della Madonnina – anche quando la penombra, a fine serata, ha lasciato il posto alle luci artificiali.

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