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Defibrillatore, agitata
l’inaugurazione ma è
simulazione soccorso

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Nella foto un momento del convegno in Auditorium e il nuovo defibrillatore ora attivo (GagaFoto)

CASALMAGGIORE – Qualcuno alla fine c’è pure cascato: ma in realtà il finto corridore che s’è accasciato al suolo, arrivando davanti al nuovo defibrillatore semiautomatico posto di fianco alla Farmacia Comunale di Casalmaggiore, in piazza Garibaldi, altro non era che un infermiere d’accordo con tutti i presenti e con i soccorritori.

E’ stato indubbiamente questo il momento clou della domenica mattina, avvenuto quasi in contemporanea con la partenza della Bicincittà, sempre dalla piazza.  Un momento molto atteso, che ha di fatto ufficializzato la presenza, al servizio della cittadinanza, del nuovo strumento che, come tutti i salvavita, si spera di non dover mai utilizzare, ma che, in qualche caso, può fare davvero la differenza. Ovviamente, essendo uno strumento molto delicato, a seguire è stato organizzato un convegno, in Auditorium Santa Croce, per spiegare quanto il defibrillatore vada adoperato con delicatezza e soprattutto conoscendone le funzioni e sapendo come manipolarlo. Ricordiamo che la torretta all’interno del quale si trova il defibrillatore è collegata direttamente al 118, motivo per cui, una volta staccato lo strumento dalla torretta parte direttamente una chiamata alla centrale operativa di Areu.

L’inaugurazione vera e propria, avvenuta attorno alle 9 prima del fuoriprogramma del finto runner svenuto (in realtà, era tutto programmato), ha visto la partecipazione del sindaco Claudio Silla, del suo vice (in veste di medico) Luigi Borghesi, del responsabile di Areu Cremona dottor Ugo Rizzi e del dottor Massimo Carini, primario di Cardiologia all’ospedale Oglio Po. Con loro erano presenti anche rappresentanti di Croce Rossa Italiana, di Padana Soccorso, della Protezione Civile e delle Guardie Ecologiche Volontarie. A benedire il nuovo defibrillatore è stato il parroco di Santo Stefano e San Leonardo don Alberto Franzini.

Il convegno in Auditorium ha visto poi la partecipazione di una quarantina di persone: oltre all’importanza del primo soccorso che, come ha spiegato il dottor Rizzi, non può prescindere dalle manovre manuali precedenti all’eventuale uso del defibrillatore, necessarie per comprendere se l’utilizzo dello stesso, da valutare caso per caso, sia davvero utile piuttosto che controproducente, e allo studio sulla morte cardiaca improvvisa, spiegato dal dottor Carini, il dottor Simone Ruggeri, infermiere presso Areu Cremona ha illustrato il percorso formativo abilitante all’utilizzo del defibrillatore, ricordando che solo Areu ha la possibilità di fornire corsi accreditati. Il momento più significativo, tuttavia, oltre che toccante è stata la testimonianza di un cittadino cremonese che ha voluto ricordato la sua esperienza diretta: proprio grazie all’utilizzo del defibrillatore, infatti, l’uomo era riuscito a sopravvivere dopo un arresto cardiaco improvviso.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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