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Si è spento a 87 anni
l’artista del Po
Galliano Cagnolati

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Nella foto, Galliano Cagnolati, un suo quadro ed una sua pubblicazione

GUASTALLA (RE) – Si è spento sabato pomeriggio, alle ore 16, in sala rianimazione dell’ospedale di Guastalla, l’artista del Po Galliano Cagnolati. Nato il 5 novembre 1926, l’87enne lascia la moglie Silvana Tosi e i figli Marco e Luca con i nipoti Clara, Carlo, Silvia e Lorenzo, oltre alle nuore Flavia e Donata. Lunedì, alle ore 15, si terranno i funerali: il feretro sarà portato in spalla dall’abitazione di via Roma 38 di Boretto verso la Basilica di San Marco, poi alla tomba di famiglia presso il Cimitero di Santa Vittoria di Gualtieri. Galliano Cagnolati era insegnante, pittore e scrittore celebre in tutto il territorio rivierasco per la sua passione per il grande fiume. Non a caso venne ribattezzato ‘artista del Po’ e le sue opere si diffusero ben oltre il territorio reggiano, viadanese e casalasco. Fu tra i fondatori della Proloco di Boretto, fu giudice conciliatore per tantissimi anni e presidente della Banda musicale di Boretto diretta dal maestro Walter Tosi. Autore del famoso “Glossarietto del Po”, Cagnolati scrisse diversi libri di storia legata al territorio rivierasco. Fu grande estimatore e conoscitore della bassa fluviale padana. Le sue opere raggiunsero il grande pubblico: basti pensare al 1999, anno in cui espose ad Artexpo New York, Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea.

Considerato uno dei rappresentanti più significativi della pittura Italiana del Novecento, attraverso un coerente percorso di ricerca improntata sull’identità suggestiva e atmosferica del colore di radice chiarista, Cagnolati studiò in gioventù all’Accademia di Belle Arti di Bologna, imparando gli insegnamenti di Giorgio Morandi e frequentò Virgilio Guidi. La sua arte respira il clima della pittura italiana legata ai valori del segno e delle liriche astrazioni tonali, in particolare il senso del disegno. Con Antonio Ligabue è ritenuto tra i più grandi artisti del Novecento reggiano. Giovannino Guareschi, Cesare Zavattini, Dino Villani, Gianmetto Bongiovanni furono profondi estimatori di Galliano Cagnolati, che considerava il Po come luogo dell’anima.

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