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Penazzi contro
i ‘dissidenti’: “Hanno dato
una coltellata ai viadanesi”

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Nella foto, il sindaco Penazzi

VIADANA – Ne ha sentite e lette tante, Giorgio Penazzi, che ha deciso di intervenire. Il sindaco di Viadana torna a dire la sua in merito ai consiglieri comunali di maggioranza che hanno fatto saltare il banco con la contrarietà al bilancio consuntivo. “La verità è che il voto contro il bilancio consuntivo 2013 dei consiglieri PD Paolo Zanazzi, Elda Manfredi, Silvio Perteghella, Daniele Mozzi e Bruno Bartolucci, non ha nulla a che fare con l’amministrazione – così Penazzi -. Essi hanno di fatto votato contro se stessi dato che il conto consuntivo è solo un documento contabile che raccoglie l’impostazione del preventivo 2013, delle variazioni di bilancio 2013, dell’assestamento 2013  da essi votate e accettate approdando così in una sorta di incomprensibile harakiri. Zanazzi e i suoi sono contro tutto e contro tutti; essi sono stati isolati dalla Segreteria Provinciale del proprio partito, dai loro deputati PD che hanno confermato il loro commissariamento e per ripicca hanno deciso di far cadere l’amministrazione comunale. Niente di più e niente di meno. E ai cittadini di Viadana chi ci pensa? Un supremo atto di superbia politica di una sparuta schiera e una coltellata ai viadanesi che diventa tanto più lancinante in questi momenti difficili per la città”. Il sindaco di Viadana svela poi un retroscena: “Giorni prima Zanazzi ha portato punti imprescindibili alla mia attenzione e io li ho approvati quasi in toto. Certo non potevo approvare un centro medico in zona industriale Gerbolina, in mezzo agli opifici industriali, lontano 4Km dal centro cittadino che è la zona più popolosa di Viadana che i cittadini viadanesi e, soprattutto gli anziani, non avrebbero potuto raggiungere agevolmente. Dove stanno allora le motivazioni di una bocciatura? Voleva veramente realizzare quei punti? E’ evidente di no. Paolo Zanazzi dice di non essere stato rispettato come consigliere, ma dice il falso. Io ho sempre rispettato le linee del partito che lui rappresenta. Se poi lui era in disaccordo con il suo PD questo non doveva essere un problema amministrativo tale da ricadere a grave danno dei cittadini di Viadana”.

“Il quartetto Zanazzi, Mozzi, Oselini, Bartolucci – precisa Penazzi – in realtà non aveva idee da realizzare, non ha mai proposto qualcosa di concreto bensì si è contraddistinto per essere contro, per dire “no” e perciò si è ricavato lo spazio della polemica interna. Quali proposte sono mai arrivate in tre anni? Qualcuno le trovi tra gli atti. Nessuna, se non critiche ovvero bocciature di programmi da egli stesso condivisi come la mozione da lui votata contro la realizzazione del nuovo URP (Uffici comunali per il pubblico) in Galleria Bedoli. Invitati sempre alle numerose riunioni di maggioranza chi di loro si faceva vedere? Gabriele Oselini le ha disertate tutte, così come tanti dei suoi accoliti. Qualche volta Paolo Zanazzi s’è presentato liquidando ogni intervento con la frase ormai passata alla storia ‘devo sentire il mio gruppo’; gli ho sottoposto importanti punti programmatici alla sua attenzione due mesi fa e non ha mai risposto. Questa è la ricerca di confronto e rispetto che tanto sbandiera? Tutte questioni personali. Zanazzi contro la Baracca. Zanazzi contro il suo partito. Zanazzi contro il Sindaco. Ma se non si sentiva ascoltato perché non si è dimesso invece di far commissariare ventimila persone e mandare in fumo un programma importante di opere pubbliche programmate per il 2014?”. Penazzi conclude pensando a quel che potrebbe accadere nelle prossime settimane: “Il commissario si sa come agisce, azzera ogni spesa discrezionale ed aumenta le tasse al massimo. Chi poi dovrà pagare di più troverà sicuramente risposte esaurienti in Zanazzi, Mozzi, Oselini, Bartolucci”.

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