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Viadana, le Europee
non aspettano: ecco
la prima grana post-crisi

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Nella foto il comune di Viadana

VIADANA – L’ordinaria amministrazione che un Commissario prefettizio può gestire mira principalmente a rispettare i contratti già stipulati senza generare nuove iniziative di carattere economico che spettano normalmente ad un Consiglio Comunale di un paese e al suo sindaco.

Sarà questo uno degli effetti conseguenti alla bocciatura di un bilancio registrata mercoledì scorso a Viadana. Tra gli investimenti non previsti e quindi non disponibili ci sarebbero anche le spese relative alle elezioni europee del prossimo 25 maggio: un costo che non è per niente leggero considerando che ci sono da allestire vari seggi nel capoluogo e in diverse frazioni oltre a pagare scrutatori e presidenti. Una situazione quindi assolutamente anomala e inedita anche se è nei poteri del commissario disporre fondi per eventi incontingibili e urgenti. Un po’ come se ci fosse un masso pericolante in procinto di cadere su una casa, fenomeno che porterebbe a reperire fondi in via quasi obbligatoria: la medesima cosa vale per l’appuntamento elettorale.

Tutto il resto invece rimane fermo. Contratti, convenzioni, appalti, progetti, tutto bloccato sino all’elezione di una nuova amministrazione comunale che, come noto, non si potrà che tenere la primavera dell’anno venturo. Davanti a questa ipotesi drammatica uno degli esponenti ribelli del Pd, Daniele Mozzi, si è dichiarato non preoccupato sostenendo che la paralisi e l’assenza di iniziative perdurano a Viadana da tre anni, in pratica dal primo giorno dell’insediamento dell’Amministrazione comunale (eletta col voto del Pd allora unito).

Una teoria a cui risponde il sindaco Giorgio Penazzi, chiamato in causa. “Vorrei sapere da Mozzi che iniziative e progetti ha proposto lui in questo periodo. A parte il questionario sulla percezione del fenomeno mafioso e l’altra idea relativa al bilancio partecipato: due iniziative di Mozzi, il cui risultato è stato un flop clamoroso che ha fatto solo perdere tempo”. Al di là delle polemiche e delle reciproche accuse, comunque, ciò che è necessario ora come ora è una risposta urgente di Ministro e Prefetto  sulla nomina o meno di un commissario. Anche perchè le elezioni europee sono dietro l’angolo e ancora non si sa con quali fondi potranno essere garantite.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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