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San Giovanni show:
che spettacolo per
Villa Medici del Vascello

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Nella fotogallery lo spettacolo a Villa Medici del Vascello

SAN GIOVANNI IN CROCE – Oltre ogni aspettativa, oltre il sogno e la fiaba. E’ stata, quella di domenica, una serata che la comunità di San Giovanni in Croce, e tutto il Casalasco in generale, non potranno dimenticare: quasi 4mila persone, più dei residenti del comune, distribuite nel grande parco di Villa Medici del Vascello, tornata a splendere in un gioco di acqua, luci, fuoco e colori che è ancora negli occhi di tutti coloro che hanno avuto il piacere di goderselo. Uno spettacolo di altissimo livello, per qualità scenografica e per le emozioni che ha suscitato, trasparite nelle parole del sindaco Pier Guido Asinari che è partito dall’inizio: ossia da quando un gruppo di amici, nel 2001, pensò che la follia di ridare vita ad un vecchio castello ormai in disuso e in rovina potesse diventare il sogno di una comunità. Quell’anno Vittorio Ceresini inserì il recupero completo della Villa nel programma elettorale, divenne sindaco (per due mandati) e dando continuità al progetto nella figura di Asinari, appunto, arrivò allo splendore odierno. Ma il primo cittadino attuale ha avuto il buon gusto e il fair play di ricordare tutto il consiglio, minoranza compresa, “perché su questi temi” ha spiegato il sindaco “San Giovanni viaggia unita e senza crepe”.

Quelle crepe, sparite dalla superficie di Villa Medici, benedetta ieri da una coreografia di primissimo ordine organizzata da Davide Passeri e Claudio Bertoglio, con ballerine vestite di luci e spesso sui trampoli, con fascinosi giochi di luci e ombre, con alcune delle musiche più suggestive del panorama internazionale, accompagnate da una voce spettacolare, e con un crescendo finale tutto italico, dall’Inno di Mameli alle più celebri aree di Verdi, fino ai fuochi d’artificio. E come non citare poi l’alternanza fuoco-acqua sulle note di Così parlò Zarathustra, resa celebre dal capolavoro di Kubrick “Odissea nello spazio”? Sì, uno spettacolo del genere nel Casalasco non si vedeva da tempo, peraltro a costo zero perché finanziato da Fondazione Cariplo e da vari sponsor privati. Non sarebbe corretto nemmeno scordare i vari protagonista che Asinari ha passato in rassegna nel suo discorso iniziale dal palco. Dalla Regione, alla Fondazione Cariplo, alla Fondazione Comunitaria, al Gal Oglio Po, alla Soprintendenza di Brescia: e ancora, oltre al già citato Ceresini, l’ingegnere Guido Favalli e l’architetto Simona Castellini, definiti rispettivamente “instancabile direttore d’orchestra e direttore dei lavori innamorata di questo immobile e del suo parco”. Ma il grazie ha toccato anche il presidente del Gal Giuseppe Torchio, per il modo in cui ha convinto gli enti superiori a dare una mano concreta, e ad Enrico Letta, che sbloccò il fondo forse decisivo, da Sottosegretario della Presidenza del Consiglio, di tre milioni di euro. San Giovanni ritrova così il suo gioiello in una festa di popolo ma al contempo sublime e nobile, come la sua rocca: e sfidiamo chiunque a dire che l’inaugurazione di ieri non sia stata all’altezza della mitica residenza della dama con l’ermellino.

Giovanni Gardani

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