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Vento nuovo per
Casalmaggiore:
progetto rivoluzionario

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Nella fotogallery alcuni momento del passaggio della carovana Vento a Casalmaggiore in via Baldesio

CASALMAGGIORE – Un Vento nuovo a Casalmaggiore. Spirato, anzi passato, non a caso dalla zona 30 ideata per via Baldesio: perché sempre di mobilità nuova e soprattutto ciclabile si parla. La carovana del Politecnico di Milano, che dà il buon esempio e nel contempo studia sul campo quella che potrebbe essere la vera rivoluzione viabilistica dei prossimi anni nel Nord Italia (una ciclabile lunga da Torino a Venezia, seguendo prevalentemente e dove possibile il fiume Po via argine), si è fermata all’incirca un’oretta a Casalmaggiore.

Il tempo per essere accolti sull’argine ad Agoiolo dai responsabili di Gasalasco, per arrivare in via Baldesio e applaudire la zona slow, per spiegare ai giornalisti che sul progetto Vento sono stati fatti passi avanti, per salutare il neo sindaco Filippo Bongiovanni e il neo assessore (ma già impegnato nello stesso ruolo a livello provinciale) Giovanni Leoni, con i quali il dialogo ha toccato temi concreti, di finanziamenti e di aggiornamento su quanto è stato fatto fino ad ora. Infine per un aperitivo rinfrescante presso il vicino Barbis, siesta meritata prima di rimettersi in moto. I sette partecipanti, guidati dall’ingegnere Paolo Pileri, responsabile scientifico di Vento, tutti legati al Politecnico di Milano, cui si deve lo studio del progetto, sono partiti mercoledì mattina da Cremona e, passando dall’argine, arriveranno in serata a Boretto. Il loro viaggio (60-70 km al giorno in bici) proseguirà fino alla foce del Grande Fiume.

“A Boretto stasera incontreremo Aipo che, governando il Po, può darci una grossa mano, perché si tratta di fare sintesi e di portare avanti una linea comune” ha spiegato Pileri, vero e proprio capo comitiva, cordiale e preparato “. Gli argini possono infatti diventare splendide ciclabili naturali per ospitare turisti in bicicletta e sviluppare nuove forme anche di economia. Noi siamo convinti che il progetto Vento possa portare a rialzare alcune delle saracinesche che la crisi ha abbassato”,

La vera notizia emerge poco dopo. “Sabato” ha proseguito Pileri “incontreremo il ministro Franceschini per spiegare che i 200 soggetti coinvolti, tra i quali anche il Corpo Forestale dello Stato, vogliono portare avanti questo progetto. Il costo dell’intera ciclabile è di 80 milioni di euro: sembra una grande cifra, in realtà è il costo di soli 3 chilometri di autostrada. Tenendo conto che Vento produrrebbe, lungo il percorso, in particolare sul settore turistico, 2mila posti di lavoro in totale, direi che la scelta va fatta e percorsa con forza. Lo Stato deve investire in un modo nuovo di fare economia”.

L’esempio migliore arriva da Austria, Germania e Olanda. “Un chilometro di ciclabile porta da 150mila a 350mila euro e l’indotto si riserva sui luoghi, sulle attività, sui comuni dove Vento passa. Nella fattispecie questa nostra grande ciclabile tocca Sabbioneta e Casalmaggiore, nella zona Casalasca. Non solo: Vento tocca quasi 10mila aziende agricole e può esaltare le tipicità locali, favorendo peraltro anche la navigazione sul fiume, il turismo, cioè, in senso lato. Un progetto che costa relativamente poco può portare tanto, a patto che si faccia sistema e si remi in un’unica direzione”.

A tal proposito si è cercato di coinvolgere anche le scuole. “Abbiamo lanciato un bando di concorso per le superiori: ogni scuola della Regione potrà studiare un percorso ciclabile vicino al passaggio di Vento e studiare un progetto, semplice ma fattibile, per collegare i due percorsi. Il progetto vincente regalerà alla classe che lo presenterà una gita sul Po in barca con la possibilità di sfruttare anche le ciclabili via terra”.

Ma i sette “cavalieri” di Vento non passano per la prima volta dal territorio in questi giorni. “Sono anni che studiamo la zona: e rispetto a quattro anni fa, ad esempio, molto è migliorato sulle ciclabili del lodigiano. Qualcosa si muove, ma ora dobbiamo accelerare: la disponibilità di Aipo, in tal senso, è fondamentale”. I vari ingegneri impegnati si dicono pronti a “regalare” allo Stato questo progetto, a patto di rimanere all’interno dello stesso come “sorveglianti scientifici”. “Resta inteso” spiega Pileri “che se lasciamo questo progetto nel cassetto perdiamo un’enorme opportunità, anche di lavoro, anche per creare nuovi posti”.

Anche per questo l’intenzione è di consegnare al ministro Franceschini un video-collage, che raccolga dichiarazioni-lampo da parte dei vari sindaci toccati da Vento: Filippo Bongiovanni si è detto disponibile a rilasciare la propria testimonianza, prima di intrattenersi con Pileri e gli altri ciclisti per aggiornarsi sulla situazione, che ha avuto modo di seguire, assieme a Leoni, anche da vicepresidente della Provincia di Cremona. Peraltro è stato ricordato che sul progetto Vento potrebbero anche confluire fondi europei, previsti per il sessennio 2014-2020.

L’intenzione è di creare, insomma, una dorsale, dalla quale possono poi dipanarsi percorsi minori e alternativi, che possano collegare la ciclabile Vento alle altri ciclabili già presenti, ma anche alle bellezze architettoniche e naturali presenti sul territorio. In ottica casalese, ad esempio, è stata ricordata la vicinanza di Sabbioneta, vero e proprio gioiello dell’interno Comprensorio. “Se si chiede con un’unica voce che questo progetto venga realizzata, possiamo farcela” ha chiuso speranzoso Pileri “. Tenete conto che con mezzo milione di turisti previsti lungo il percorso di Vento, l’indotto arriverà di conseguenza e l’economia dovrà per forza indirizzarsi verso nuove aperture e forze fresche”.

Giovanni Gardani

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