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Listone-Silla, ora
è guerra: gruppo Rossi
annuncia querele

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Nella foto il gruppo a sostegno di Matteo Rossi

CASALMAGGIORE – Adesso è guerra aperta. Non più soltanto politica ma anche legata a possibili, probabili, querele. Quelle che il gruppo a sostegno di Matteo Rossi, sfociato nella costruzione delle liste Listone e Centopercento Casalasco, intende portare avanti contro le affermazioni considerate diffamanti dell’ex sindaco Claudio Silla. Quest’ultimo ha sostenuto in una conferenza stampa post voto alla quale non siamo stati invitati che il ko elettorale era quasi esclusivamente figlio della scelta del Listone e di alcuni “gruppi di potere” gravitanti attorno a famiglie in seno al Listone (Silla ha fatto i nomi dei Rossi, dei Gardani e dei Toscani in particolare).

Dopo qualche giorno di riflessione, il Listone risponde con toni duri, anche se prima, per bocca del candidato sindaco Matteo Rossi (il comunicato parte in prima persona), ringrazia il nuovo sindaco Filippo Bongiovanni e spiega quello che sarà il ruolo (in minoranza) del Listone. “Innanzitutto vorrei ringraziare” si legge “il sindaco Bongiovanni per la stima e la considerazione che ha dimostrato nei miei confronti (e non solo negli ultimi quindici giorni) e che è ricambiata. Il Listone – La Comunità che dialoga e Centoercento Casalasco hanno deciso di non accettare alcun ruolo di maggioranza per rimanere fedeli alla propria identità civica e per rispettare l’esito democratico del voto che li ha visti perdere al primo turno. Successivamente le due liste, senza apparentamenti, sono rimaste minoranze ma, nello spirito slegato da logiche di partito ed animate esclusivamente da un programma amministrativo per il proprio comune, faranno una minoranza consiliare costruttiva, non una mera opposizione precostituita, pronte alla collaborazione verso le idee, le proposte che la maggioranza avanzerà per il bene di Casalmaggiore”.

In questo modo il Listone respinge la critica, avanzata da sostenitori vicini al gruppo Silla, di “essersi venduto per una poltrona” al gruppo di Bongiovanni. Da qui parte l’attacco.  “Troviamo inconcepibile” prosegue il comunicato “che in un’analisi di una sconfitta, derivata da un voto legittimo e democratico dei cittadini, non vi sia alcuna autocritica, nessuna valutazione che trattasi di una sconfitta politica, ma vi è la comodità e la convenienza di cercare alibi, di cercare un “nemico comune” che possa servire a non evidenziare i propri errori ed evitare che il proprio gruppo si rompa a causa di analisi oggettive e reali di come sono andate le cose.

Troviamo inconcepibile che, chi ha più volte ribadito che molti elettori del Listone avrebbero votato per lui al secondo turno (anche in caso di apparentamento con Bongiovanni) ed anche sulla stampa, mentre nel resoconto dell’ultimo aperitivo pre-elettorale in piazza è stato sostenuto spavaldamente che metà elettori di una lista sconfitta al primo turno (Il Listone) avrebbe votato da una parte, dimostrando la propria convinzione per la vittoria e per il fatto che si poteva attingere consensi dal nostro gruppo senza particolari difficoltà, ora addossi la colpa solo a noi (e ad alcune persone in particolare. Prima si valeva nulla, ora siamo diventati l’unica causa di una sconfitta decretata dai cittadini con voto libero e democratico? O gli elettori del Listone non avevano il diritto costituzionale di esprimere un voto libero e democratico o addirittura di andare a votare?”.

Ma i sassolini dalle scarpe non sono finiti. “Spesso prima del ballottaggio è stato ripetuto che non si facevano accordi per un rischio di ingovernabilità, di inaffidabilità (del Listone, che mai ha replicato a opinioni avverse, ma legittime), portando ad esempio quanto successo in comuni limitrofi; però ora la colpa della sconfitta è degli “inaffidabili” che dovevano votare, a prescindere, da una sola parte? E’ inconcepibile che si portino attacchi diretti alle persone per giustificare una sconfitta elettorale da parte di qualcuno quando è evidente che tale sconfitta deriva politicamente dalla sicurezza di aver già vinto le elezioni ancora prima del ballottaggio, ignorando il fatto di essere stato eletto da un terzo della popolazione e che lo è stato solo virtualmente al primo turno con la medesima percentuale (dopo cinque anni di amministrazione della città).

Vorremmo ricordare che anche il Listone ha perso le elezioni (già al primo turno), ma mai è venuto in mente a qualcuno dei suoi componenti di andare a cercare scusanti né di esprimere accuse personali contro persone, famiglie, etc. che sostenevano altri candidati, ma si è accettata la scelta dei cittadini e si è cercato di analizzare i propri errori ed i motivi per cui non si è riusciti a convincere più persone a darci fiducia”.

Alla fine la parte legata anche all’annunciata querela, per la quale Rossi e i suoi si sono già mossi. “Crediamo sia corretto e riteniamo giusto e doveroso verso di noi, verso le nostre famiglie, verso tutti i sostenitori del Listone che hanno espresso liberamente il proprio voto al ballottaggio senza obbligo alcuno, rispondere nelle sedi opportune, in modo che ognuno si assuma le proprie responsabilità e per questo motivo abbiamo dato mandato all’avvocato di valutare iniziative legali contro le dichiarazioni di Silla”.

L’ultimo dettaglio riguarda la “tattica” che il Listone e Centopercento Casalasco seguiranno in consiglio comunale. “Come avevamo già detto nei vari incontri di campagna elettorale, che in caso di sconfitta avremmo cercato di “far crescere” e far partecipare il più possibile i nostri candidati, in particolare i giovani, alla vita amministrativa, il Listone procederà con la rotazione dei propri candidati alla carica di consiglieri comunali, in modo da portare avanti i propri obiettivi di partecipazione, nella speranza che la presenza di persone nuove possa anche essere un modo per evitare che questioni personali che nulla hanno di politico possano condizionare le libere scelte di ciascuno”

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • paolo segalla

    interessante l’atteggiamento offeso di coloro che hanno portato l’acqua a bongiovanni …. ma che non vogliono che si dica. ma è inutile che lo neghino, lo sanno anche i sassi che hanno lavorato per consegnare la città a cl e alla lega. forse ne sono già pentiti?

    • aldo maia

      Ciao