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Brescello, nella notte
di don Camillo
trionfa il Sanfelice

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Nella foto il momento della premiazione dei ragazzi di Viadana

BRESCELLO – Il film, anzi i film, su don Camillo li avremo visti, rivisti e apprezzati mille volte. Quelli di una volta, quelli della premiata ditta Fernandel e Gino Cervi, quelli che consacrarono la penna di Giovannino Guareschi e soprattutto il paese, quello di Brescello, che sapeva essere se stesso ma anche l’ideale e ameno tòpos della Bassa Padana affacciata sul grande fiume Po.

Certo però ammirare Don Camillo e l’Onorevole Peppone, terza pellicola della saga, così lontana (Carmine Gallone la girò nel 1955) eppure così attuale, sul maxischermo posto davanti alla stessa chiesa dalla quale il prete di Brescello entrava e usciva per parlare con il grande crocifisso (e dove, di nascosto, faceva una capatina anche il compagno Giuseppe Bottazzi), ha avuto tutt’altro sapore. Magia del cinema e del festival del cinema di Brescello che, vicina di casa di Viadana, ha voluto riprendere da vicino una tradizione molto emiliana, che ha ormai però contaminato anche la Bassa Cremonese e la Bassa Mantovana: i tortelli, rigorosamente d’erbetta, mangiati nella notte che anticipa San Giovanni, per prendere la rugiada.

Si è chiusa così proprio lunedì sera la quattro giorni nel comune reggiano, che è stata particolarmente speciale per i ragazzi della terza liceo scientifico Sanfelice di Viadana, premiati per il cortometraggio “Noi siamo le nostre mani”. Un corto realizzato con la supervisione di Andrea Azzi e Pierluigi Bonfatti Sabbioni, che presenta mani nude che realizzano opere d’arte, dalla gastronomia alla meccanica all’agricoltura, con riprese ravvicinate che rendono il senso e la capacità di coniugare tecnologia con l’amore per il territorio e la natura. Un lavoro realizzato assieme alle professoresse Neri Saccani e Paola Longari, con riprese tutte rigorosamente ottenute col telefonino, ma particolarmente riuscito, se è vero che già a Milano, nel concorso Area Parchi promosso da Expo, ottenne importanti riconoscimenti.

Un’opera, come hanno sottolineato le due docenti dal palco, accolte anche dal vicesindaco di Brescello Isabella Mazza, “durato un’intera stagione scolastica”. Un modo inoltre per impreziosire una serata (il corto viadanese ha anticipato la proiezione di “Don Camillo e l’onorevole Peppone”) persa nella storia, in occasione del 40esimo anniversario della scomparsa di Gino Cervi, che qui per tutti sarà sempre Peppone. Proprio qui, nel cuore del paese, per dirla con Guareschi nel piccolo mondo di un Mondo Piccolo…

Giovanni Gardani

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