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Slow Town sì,
Slow Town no: cosa
ne pensano i cittadini?

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Nella foto la Zona 30 in via Baldesio

CASALMAGGIORE – Doveva partire come idea sperimentale, della durata di un weekend o al massimo di una settimana: invece no, ha convinto molti e soprattutto ha convinto il sindaco Filippo Bongiovanni (e, prima del ballottaggio dell’8 giugno, già il suo collega uscente Claudio Silla) a prorogare l’esperimento, di mese in mese, fino al prossimo 31 agosto. Per ora…

Parliamo della zona 30, o Slow Town (due diverse denominazioni per indicare lo stesso concetto), che in via Baldesio ha messo le sue radici e potrebbe attecchire anche in altre zone della città: in via Cairoli, ad esempio, è partita la raccolta firme e il prossimo 2 luglio Matteo Dondè, l’architetto artefice dello “stravolgimento” legato ad una viabilità più sostenibile, cercherà di capire, dialogando con i residenti della zona, se sarà possibile concedere il bis. Nel mentre la raccolta firme ha portato parecchi commercianti ad estendere il favore verso questa iniziativa, sistemando appositi quaderni fuori dalla propria vetrina, a disposizione di chiunque voglia autografarli.

Eppure, dopo gli elogi, sono arrivate anche le critiche, anche da parte di chi vive in via Baldesio o di chi, ad esempio, ha residenza in una via limitrofa e dunque deve confrontarsi con il cambiamento nella gestione della viabilità da molto vicino. Tra le più pesanti accuse mosse a via Baldesio vi sono quelle legate, per esempio, all’impossibilità di fare arrivare soccorsi in tempi brevi (si pensi ad un’ambulanza costretta a zig-zagare tra gli arredi urbani posticci), oltre al problema emerso per la denuncia di un casalese, da sempre costretto su una sedia a rotelle, e dunque in difficoltà quando deve deambulare per la strada, dove peraltro risiede. Nell’ultimo weekend, per fare un altro esempio, durante le operazioni di spurgo di un camioncino dell’apposita ditta (come noto ingombrante) la via è stata anche chiusa al traffico, perché era impossibile per le auto transitare, dunque durante il lavoro, la viabilità è stata deviata. C’è chi è si è spinto anche ad annunciare una contro-raccolta firme, per vedere quanti sono coloro che sono contrari alla Slow Town.

Dopo avere elencato i principali difetti, pensiamo anche alle note positive, che fanno rima, secondo i sostenitori della Zona 30, con maggiore sicurezza specie per gli utenti deboli (ciclisti e pedoni, maggiormente tutelati laddove le automobili viaggiano con un limite di velocità tanto basso, con tanto di studi a riguardo a certificare questo concetto) e con la possibilità di una maggiore socialità nel vivere la viva, con benefici anche per i commercianti.

Insomma, il dibattito è aperto e l’idea merita un confronto, oltre che qualche miglioria. Oglioponews prova ad anticipare i tempi e, in attesa dell’incontro tra il neo assessore Vanni Leoni, i tecnici comunali e i promotori della Zona 30 (Giancarlo Simoni di Gasalasco in primis) previsto per l’8 luglio, per comprendere se la Zona 30 sia effettivamente migliorabile e di conseguenza in grado di passare da esperimento a tappa fissa del vivere quotidiano, lancia il sondaggio tra la popolazione. I cittadini casalesi (ma il sondaggio, come noto, è esteso a chiunque voglia votare) sono favorevoli o contrari alla Slow Town?

Giovanni Gardani

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