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Morto alla Invernizzi,
i sindacati: “Rimettere
al centro la vita”

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Nella foto l’ingresso della ditta Invernizzi

SOLAROLO RAINERIO – Intervengono anche le varie sigle sindacali in merito all’ultima tragedia in tema di morti sul lavoro, accaduta nel tardo pomeriggio di mercoledì presso la ditta Invernizzi di Solarolo Rainerio. Un tragico evento che peraltro fa il paio con la condanna in secondo grado dell’imprenditore edile di San Giovanni in Croce per un’altra morte bianca, avvenuta nel 2007. “Ancora una volta un lavoratore vittima del lavoro” è l’amaro commento delle organizzazioni sindacali CGIL CISL e UIL e di Fillea, Filca Feneal territoriali, che si stringono attorno alla famiglia del lavoratore ed attendono “che vengano effettuati dagli Enti preposti i relativi accertamenti, su come è avvenuto l’infortunio sul Lavoro e che siano verificate eventuali responsabilità”.

“Rimane tuttavia il rammarico” prosegue il comunicato “di raccontare l’ennesima tragedia, che deve ricordare a tutti come sia necessario non allentare l’attenzione verso la prevenzione e la tutela delle persone che lavorano. La persona non può mai essere una varabile del mercato; il valore della vita e la qualità del lavoro debbono essere posti al centro dell’impresa. Non è accettabile che un infortunio passi come una fatalità; quando si chiudono le indagini escono sempre le responsabilità, e quasi sempre la mancata prevenzione è la causa di quanto accaduto. L’attenzione deve rimanere alta, soprattutto in un momento di forte crisi, quando per “stare sul mercato” molte aziende riducono la qualità del lavoro, e quindi anche la tutela dei lavoratori”.

“CGIL CISL UIL e FENEAL FILCA FILLEA” continuano le firme sindacali “ritengono che le risorse a sostegno della prevenzione e la tutela della salute sui luoghi di lavoro non possa essere considerato un costo per l’azienda, bensì un investimento per ridurre il rischio di infortuni. Di fronte a tragedie come quella accaduta alla Invernizzi c’è costernazione, dolore, incredulità, che per qualche giorno occupa le cronache; poi di chi ha perso la vita si ricorda solo la famiglia e le persone care al defunto. Questi fatti dovrebbero essere la dimostrazione che non è assolutamente possibile far passare slogan su presunte semplificazioni delle norme vigenti in tema di sicurezza, come qualcuno cerca di fare chiedendo modifiche al Decreto Legislativo 81; dietro queste richieste e proposte si cela spesso la volontà di ridurre il costo della prevenzione a scapito della tutela delle persone. CGIL CISL UIL e FENEAL FILCA FILLEA denunciano inoltre la necessità di potenziare gli organici a disposizione degli Enti preposti alla prevenzione, spesso insufficienti per una reale e convinta opera di prevenzione e di tutela della salute”.

redazione@oglioponews.it

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