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Fava tra i campi distrutti
E tre comuni chiedono
lo stato di calamità

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Nella foto uno dei campi colpiti dalla grandine

RIVAROLO DEL RE/SPINEDA – Dopo la grandinata che ha colpito l’Alto e Medio Mantovano senza risparmiare neppure la fascia del Casalasco compresa tra Spineda e Rivarolo del Re, ecco che anche la politica si muove. Lo fa tramite l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava che, dopo avere toccato con mano e visto con i propri occhi la situazione davvero disastrata dei campi e dei raccolti (di mais, zucche, meloni, angurie, frutta stagionale, uva, solo per restare alle colture più diffuse) nella zona mantovana, ha spiegato che Regione Lombardia è disponibile ad attivarsi perché venga riconosciuto lo stato di calamità naturale.

In tal senso due sono i requisiti: in primis le richieste devono arrivare dai comuni colpiti, che devono evidenziare le criticità mediante una lettera spedita alla Provincia, la quale poi inoltrerà il documento alla Regione. Un passaggio burocratico non proprio snello, che però vale la pena tentare: in tal senso ecco che tre comuni del Casalasco già si sono adoperati per questo primo tentativo. I sindaci di Rivarolo del Re e Spineda Marco Vezzoni e Daniele Caleffi, oltre al primo cittadino di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni (anche nel comune capoluogo del Casalasco vi sono aziende agricole colpite dalla “coda” della grandine) hanno preso carta e penna e specificato la situazione. Il secondo requisito è che venga dichiarato danneggiato il 30% della produzione lorda destinata alla vendita. Percentuale all’interno del quale la striscia del Casalasco rientra per diverse colture: basti pensare che per quanto riguarda la produzione di pomodoro, tra Rivarolo e Spineda, è andato perso il 90% del raccolto.

Fava ha anche riferito una discreta notizia: “Quest’area tra mantovano e cremonese” ha spiegato “è una di quelle maggiormente coperte da assicurazione dell’intera Lombardia. Peraltro molti agricoltori aderiscono ad organizzazioni di categoria che prevedono l’obbligo di assicurazione per i propri soci”. Resta da capire quanto verrà risarcito e in tal senso Fava ha promesso di impegnarsi presso i sindacati e i Consorzi di difesa per ottenere il massimo possibile. Esiste anche la strada di un Fondo di solidarietà nazionale che però prevede tempi davvero lunghi, per i quali occorre dunque armarsi di pazienza.

Più immediato invece il Credito di Funzionamento, sistema messo a disposizione da Finlombarda e dunque dalla Regione per dare la possibilità agli agricoltori colpiti dalla catastrofe meteo di sostenere le spese correnti, offrendo da subito una discreta liquidità, valida per affrontare spese di diverso tipo, tra le quali anche il pagamento dei dipendenti stagionali (la famosa “campagna del pomodoro”, ad esempio), che pure saranno in numero minore rispetto alle estati scorse. Occorre invece attendere perché venga sbloccato il Piano operativo nazionale, che dal 2015 al 2020 metterà a disposizione 1640 milioni arrivata dalla Pac, sempre in materia di assicurazioni in agricoltura. Meglio però, per l’immediato, pensare alle altre strade prima elencate.

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