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Piazza Turati, cestini
riempiti all’orlo da
chi non fa la differenziata

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Nella foto alcuni cestini della spazzatura in piazza Turati ormai colmi

CASALMAGGIORE – Potrà anche suonare un po’ strano, eppure, tra le richieste più frequenti durante l’ultima campagna elettorale, ve n’era una molto semplice e quasi banale. La richiesta, cioè, di dotare il ciglio delle strade comunali, specie quelle dove si passeggia più volentieri a piedi, in centro o comunque nelle zone limitrofe alla piazza, di cestini della spazzatura. Perché la raccolta differenziata è un conto, ma la possibilità di liberarsi di piccoli rifiuti poco ingombranti senza farsi prendere dalla tentazione di buttare un mozzicone di sigaretta o un chewingum a terra è sentita come un’esigenza ecologica quasi primaria.

Eppure in piazza Turati, per tutti piazza Vecchia, dietro al comune, c’è chi ha confuso le due fasi della raccolta e, per non pagare dazio (e la tariffa dovuta), sceglie di compattare i rifiuti prodotti in casa all’interno di questi piccoli cestini. Uno spettacolo, si fa per dire, che i residenti giurano di osservare almeno tre volte alla settimana, quando non tutti i giorni. Sempre alla stessa ora, attorno alle due del pomeriggio, qualcuno arriva, approfittando degli uffici ancora chiusi, e butta immondizia d’ogni tipo in questi contenitori. Di recente è stato trovato anche un ombrello. E poi ancora sacchetti dell’umido e del secco, che andrebbe smaltiti con un metodo (e ovviamente un costo) diverso. Una comodità per pochi che, al di là dell’infrazione di quello che è il regolamento della nettezza urbana, mette in crisi molti, perché quei contenitori, di fatto, divengono quasi subito inservibili proprio perché riempiti fino all’orlo, come le foto testimoniano.

Un problema di inciviltà già segnalato alla polizia locale, che con ogni probabilità aspetta di cogliere il colpevole in flagranza di reato. E intanto non mancano, in piazza Vecchia come altrove, i soliti cumuli di rifiuti, per fortuna in diminuzione rispetto a qualche mese fa, ovviamente posti al di fuori degli spazi e degli orari consentiti. Un film già visto ma che non smette di indignare.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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