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Indennità e tasse:
“Si dia l’esempio con
riduzione dei compensi”

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Nella foto, Francesco Bini e Claudio Silla tra i banchi della minoranza consiliare

CASALMAGGIORE – “Un vizio di forma”, per dirla col capogruppo Pierluigi Pasotto, farà slittare la discussione della prima mozione e della prima interpellanza presentate dal gruppo consigliare ‘Insieme Casalmaggiore e le sue frazioni’ in ottica consiglio comunale di lunedì prossimo. “Vorrà dire che le discuteremo in modo ampio nell’adunanza successiva, magari integrandole con altre”: anticipa Pasotto. Per ora, in comune, il gruppo consigliare che fa riferimento all’ex sindaco Claudio Silla ha presentato una mozione relativa alle indennità di primo cittadino, vice e assessori, accompagnata da un’interpellanza sul tema delle tasse. La prima “nasce da un calcolo riferito al numero di assessori – spiega Pasotto -. La Giunta Silla ne contava sei, più sindaco, più presidente del consiglio dopo i 15mila abitanti. Numero che fu determinato da una nostra precisa scelta perché avremmo potuto avere sette assessori. Noi avevamo propeso per una riduzione dei costi della politica a cui si aggiunse la scelta autodeterminata di Luigi Borghesi di non ritirare un centesimo della propria indennità, lasciandola nella disponibilità del bilancio comunale alla voce ‘sociale’. L’ex assessore Tiziano Ronda decise di prendere il 75% di quanto gli spettava di diritto. Nessuno dei membri della scorsa Giunta aventi lavoro dipendente ha chiesto riduzioni d’orario al proprio datore per non incidere sulle casse comunali. La Giunta Bongiovanni, che per legge deve avere un assessore in meno, quindi cinque, costerà comunque 82mila euro in più nel quinquennio, senza considerare rimborsi e altre voci”. Dal momento che la prima manovra finanziaria presentata dall’assessore al Bilancio Marco Poli risulta essere per il gruppo di minoranza “un vero e proprio salasso”, i consiglieri Pierluigi Pasotto, Francesco Bini e Claudio Silla chiedono alla Giunta di “procedere volontariamente ad un’autoriduzione dei compensi spettanti che riallinei i costi per la collettività a quelli della Giunta Silla, dando un concreto esempio ai cittadini e alle attività produttive casalasche”.

Sull’applicazione della Tasi e sull’aumento dell’Imu, ‘Insieme Casalmaggiore e le sue frazioni’ non ha dubbi: “si prospetta come una vera e propria mazzata per i proprietari di prima casa e per le aziende”. Diversi i quesiti posti in materia e riportati nell’interpellanza. “Come mai si è scelto di applicare la Tasi solo per i proprietari di prima casa e al valore massimo consentito (2,5%) per non introdurre detrazioni? Dopo aver dichiarato che non sarebbero aumentate le tasse per le imprese (più volte ripetuto in campagna elettorale), come mai si porta l’Imu alle imprese dal 9,1 al 10.0, misura che si estende ai proprietari di seconda casa? Qual è il gettito previsto per la Tasi? Qual è il gettito previsto con l’aumento dell’Imu? A quanto ammonta l’aggravio per le imprese e le attività produttive di Casalmaggiore? A quanto ammonta il totale delle nuove entrate per l’effetto dell’aumento della tassazione locale voluto da questa amministrazione?”. “Se si chiede ai cittadini di Casalmaggiore di mettere mano al portafoglio – chiosa Pasotto – meglio farlo dando l’esempio in prima persona, come fatto dalla Giunta Galimberti a Cremona con l’autoriduzione dei compensi”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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