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Pavel Kolesnikov
incanta il pubblico
in Santa Chiara

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Nella foto, Kolesnikov sul palco e mentre firma autografi

CASALMAGGIORE – Nell’entourage del Casalmaggiore International Music Festival lo chiamano tutti semplicemente Pavel omettendo ogni volta il cognome russo Kolesnikov, per mantenere un qualcosa di famigliare con un ragazzino di 25 anni che tra poco sarà difficile avvicinare. Destinato com’è ad entrare nel firmamento degli artisti più quotati al mondo. Venerdì sera, nel chiostro di Santa Chiara (da lui preferito rispetto al cortile del Museo Diotti precedentemente indicato come luogo per il concerto) il biondo ed esile pianista ha sbalordito ancora una volta il pubblico che aveva esaurito ogni posto per poterlo ascoltare. Un lungo concerto in cui il musicista, senza spartito, ha eseguito affascinanti composizioni di Beethoven, Schubert, Schumann e Skrjabin. Come un lunghissimo romanzo musicale raccontato a memoria dal prodigioso giovinetto, interprete di un fiume di note e accordi che dal cervello scendevano al cuore e poi su quelle dita magiche che correvano sui tasti come fossero gocce di pioggia scivolanti sul cristallo. Un talento stupefacente quasi adottato dall’ex sindaco Massimo Araldi che, riaccompagnandolo sul palco al termine dell’esibizione, ha sciorinato per lui alcuni versi del Manzoni a proposito dell’eterna domanda sul perchè Dio faccia di qualcuno un prodigio e di altri no. Pavel Kolesnikow dopo aver iniziato con la celeberrima ‘Chiaro di Luna’ di Beethoven ha chiuso lo spettacolo con i sublimi “Notturni” mandando a casa le persone trasognate ed emozionate. Poi, nella cappella di Santa Chiara, l’assalto della gente per gli autografi sulla copertina dei sui cd o semplicemente su fogli di carta recuperati dalle tasche.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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