Commenta

Imu, Tasi e Tari: ecco
la prima vera battaglia
dell’era Bongiovanni

consiglio-comunale_ev

Nella foto il consiglio comunale di lunedì sera

CASALMAGGIORE – I primi botti della nuova giunta Bongiovanni sono arrivati, come era lecito attendersi, sul bilancio o meglio ancora sulle aliquote e sulla Iuc, Imposta Unica Comunale, che però “di unico non ha nulla” come ha spiegato il nuovo assessore al Bilancio Marco Poli “dato che viene poi sviluppata su Imu, Tasi e Tari”. Dopo le frecciatine più che altro ironiche del consiglio di insedimento e della prima parte della seduta di lunedì (relativa soprattutto al conflitto tra minoranze), il botta e risposta è dunque finalmente passato su temi molto concreti.

Marco Poli, dicevamo, è stato il protagonista dell’esposizione del bilancio. Superata la fase di timidezza iniziale (“non sono abituato a parlare in pubblico e mi scuso preventivamente”), lo stesso ha illustrato un regolamento della Iuc davvero complesso, composto da 55 articoli e appunto da tre tasse: l’Imu, che dal 2014 non riguarda più l’abitazione principale, tassazione che però “esce dalla porta e rientra dalla finestra con la Tasi (Tassa Servizi Indivisibili)”, che va a coprire di fatto l’ex Imu sulla prima casa; poi la vera novità della Tari, che per il comune di Casalmaggiore sarà la naturale conseguenza della Tia2 già introdotta. “Il ragionamento è stato portato avanti con gli uffici della Ragioneria comunale, con Casalasca Servizi e con il legale di Casalasca Martinelli. Il lavoro in team ha cercato di prendere il meglio dai vari regolamenti della zona, ossia Cremona, Mantova, Viadana e Desenzano, ragionando su una bozza fornita da Anutel e su una serie di regolamenti sul sito del Ministero. Va anche detto che il tempo per grandi cambiamenti era poco. Dunque solo dal 2015 potremo avere un regolamento Iuc rivisto e dunque completato”. Il regolamento è stato votato dall’intera maggioranza, con i voti contrari di Pierluigi Pasotto e Francesco Bini e l’astensione di Carlo Gardani.

IMU, TASI E INTERPELLANZA GRUPPO SILLA – L’introduzione dell’aliquota Tasi, il rialzo dell’aliquota Imu e la variazione a bilancio 2014 sono stati trattati insieme in unico punto, unendo anche l’interpellanza letta da Pasotto, che ha posto una serie di domande sul fatto che la tassazione sia effettivamente aumentata. Marco Poli, prima di rispondere alle domande in modo più puntuale, ha voluto specificare che la nuova amministrazione s’è ritrovata con un bilancio preventivo già impegnato per l’81.11%. “Il vostro bilancio, approvato entro il 31 dicembre 2013, non era sbagliato o fallace” ha ammesso Poli “ma è stato stilato quando ancora non si conoscevano tutte le regole del gioco, in particolare la struttura della Tasi e l’introduzione della Tari. Ebbene, nostro malgrado, ci siamo dovuti confrontare, appena insediati, con variazioni di bilancio in diminuzione: minore introito Irpef per 150mila euro, minore introito dal fondo di solidarietà per 162mila euro, mancato introito Imu dopo le varie modifiche pari a 666mila euro, mancato introito sulle imprese pari a 192mila euro e maggior quota Imu trattenuta dallo Stato pari a 65mila euro, il 38,22%. Alla fine abbiamo un totale di entrate in meno rispetto al previsto di 1milione e 235mila euro. Dato che non vogliamo fare la fine del comune di Roma, noi dobbiamo – non solo possiamo – reperire questi fondi e lo facciamo cercando la soluzione meno dolorosa per la cittadinanza. Il federalismo fiscale sta purtroppo costringendo a fare sacrifici enormi senza alcun ritorno per i comuni: si pensi che nel 2014 Casalmaggiore ha erogato allo Stato 1milione e 400mila euro, senza che lo Stato di contro riducesse l’imposizione fiscale”.

Poli è poi entrato nel merito delle singole tasse Imu e Tasi. “La base imponibile sulle due imposte è identica: quindi abbiamo preferito aumentare l’Imu, piuttosto che inserire la Tasi su immobili diversi rispetto all’abitazione principale, per semplificare la strada al contribuente e anche al comune per quanto concerne i controlli. Altrimenti avremmo avuto cittadini costretti a pagare due volte, in due momenti diversi, sulla stessa base imponibile. Evitando la Tasi sugli altri immobili abbiamo anche evitato le problematiche legate agli inquilini, con il rischio che la tassa non venga versata e porti poi a recuperi onerosi”. Rispondendo a Pasotto, Poli ha spiegato che il gettito della Tasi è pari a 741mila euro, quello dell’incremento dell’Imu a 494mila euro. “I maggiori introiti Imu sono sugli immobili di categoria D, pari a 186mila euro. Preciso che le nuove entrate sono pari a zero: non è piacevole dover aumentare le tasse e non avere neppure un euro in più in cassa, ma siamo stati obbligati a fare tornare i conti in un bilancio che per l’81%, ripeto, è già stato impegnato e dove dunque i margini di manovra erano risicati”.

Da qui s’è innescato un botta e risposta che ha visto proprio Pasotto e Poli come principali antagonisti. “Quando parlavo dei problemi legati ai tagli del fondo di solidarietà, chi oggi siede con lei in maggioranza minimizzava” ha attaccato Pasotto “. Il fondo di solidarietà nel quinquennio Silla è diminuito di 900mila euro totali. Bisogna trovare i soldi, il punto è come li si trovano: se la Tasi propone un servizio universale, perché farla pagare solo a parte della cittadinanza? Perché non avete introdotto detrazioni e anzi avete piazzato subito la massima aliquota possibile? Aumentate l’Imu dello 0.09%, sulla Tari noi avevamo risparmiato 90mila euro l’anno scorso e voi aumentate di 30mila euro, inoltre piazzate la Tasi al massimo. Perché ad esempio non avete sfruttato parte dei 700mila euro che il comune ha a disposizione avendo la possibilità di pagare posticipatamente le rate dei mutui come comune terremotato di secondo livello? Chiedete la spending review e non l’applicate”.

Poli ha ribadito che i concetti espressi da Pasotto erano già stati evidenziati nella sua esposizione. Poi sull’ultima puntualizzazione. “Se avessimo usato i famosi 700mila euro, avremmo fatto impennare il patto di stabilità alle stelle. Quei mutui sono solo procrastinati ma prima o poi dovremo pagarli: usare quei soldi ora significa non poter più fare investimenti per i prossimi anni. Qualcosa comunque abbiamo pensato per lo meno sugli interessi dei mancati mutui, ma non abbiamo ancora preso una decisione definitiva”.

Pasotto ha poi difeso la scelta dell’ex amministrazione di approvare il bilancio entro il 31 dicembre “perché bisogna impostare il lavoro per gli anni successivi. Noi avremmo adottato una filosofia diversa, riducendo l’ammontare degli affitti, lavorando sull’imposta di gestione pubblicità e riducendo la spesa per non aumentare la pressione fiscale. Per tre anni su cinque non abbiamo aumentate le tariffe. Questo è il vostro prologo dettato anche da scelte politiche”.

A questo punto è intervenuto anche il sindaco Filippo Bongiovanni. “Prendo atto che il consigliere Pasotto ha studiato la materia dopo che per cinque anni diceva di brancolare nel buio. Quello che è evidente è che entro il 31 luglio dovevamo approvare le aliquote Tasi e Imu e dunque non avevamo molto tempo. Non ho mai detto che nel 2014 non sarei intervenuto sulla tassazione. Ma rilancio dicendo che solo nel 2015, o meglio da settembre 2014, potremo vedere quelle che saranno le nostre vere scelte. Noi ci siamo ritrovati con un bilancio impegnato all’81% che però in realtà prevede altre spese obbligate dato che il comune fa acqua con vere e proprie infiltrazioni nel palazzo municipale, che i tombini non tirano e i fossi sono da pulire: manutenzioni ordinarie che forse la giunta precedente ha lasciato tra parentesi”.

Pasotto ha stuzzicato anche Orlando Ferroni, che ha glissato. “Dopo il caos che avete creato all’epoca perché eravamo comune terremotato, è meglio che non tiriate in ballo quella questione per non farvi fare brutta figura”. Sugli inquilini in affitto, infine, Pasotto ha insistito perché dovessero pagare (“magari molti di loro guadagnano il doppio di una povera pensionata”), mentre Bongiovanni ha replicato. “L’ex assessorre Pasotto dovrebbe sapere quanti sono quelli che non pagano l’affitto e quali costi comporti il recupero forzoso…”.

L’approvazione dei tre punti è avvenuto con 12 voti a favore della maggioranza, due contrari (Pasotto e Bini) e l’astensione di Gardani. Dopo di che è stata approvata una variazione di bilancio, che è però più che altro formale: alcuni introiti giunti nelle casse comunali sono stati cioè ridestinati ai capitoli di spesa ad hoc (si pensi ai Distretti del Commercio, alle Gev, al progetto Bijou per tutti, al progetto Mediateca nello zaino, al progetto La Rete, al progetto Piccoli Cittadini Crescono per il Museo Diotti). Da segnalare anche 400mila euro di anticipazioni di cassa “che si spera di non dover mai usare” ha spiegato Poli “perché servirebbero solo se la Tesoreria dovesse andare in rosso”.

TARI – Rispetto al Piano Finanziario Servizi di Igiene Ambientale 2014, la riapprovazione e definizione delle tariffe Tari-corrispettivo 2014, di fatto confermate rispetto al 2013, ha permesso all’assessore al Bilancio Marco Poli di approfondire alcuni aspetti legati al cosiddetto rifiuto ‘secco’. Nell’ultimo anno sono stati risparmiati circa 45mila euro sullo smaltimento della frazione inorganica, a cui si vanno ad aggiungere gli oltre 30mila euro di contributo in più che il consorzio di smaltimento ha riconosciuto al comune di Casalmaggiore, 32esimo in Lombardia tra le municipalità sopra i diecimila abitanti definite ‘riciclone’.

Lo stesso Poli ha poi anticipato la prima simulazione del costo dei singoli svuotamenti dei bidoni chippati: secondo calcoli affrontati di concerto con Casalasca Servizi, la cifra dovrebbe attestarsi sui 0,50 euro. L’assessore ha poi sottolineato come debba essere scardinata la convinzione diffusa del “se non conferisco il ‘secco’ non pago la tassa sui rifiuti”, in quanto la parte variabile (quella relativa agli svuotamenti) ha incidenza sul 15% della tariffa. Altra anticipazione: le scadenze delle fatture dovrebbero essere 30 settembre e 30 novembre 2014, con saldo finale al 28 febbraio 2015.

Il sindaco Filippo Bongiovanni si è soffermato sul virtuosismo del comune casalese in tema di raccolta differenziata, riconoscendo il lavoro svolto dal precedente consiglio comunale (maggioranza e minoranze insieme). La raccolta della plastica è aumentata del 56%, la frazione del ‘secco’ si è ridotta del 31%, la differenziata ha raggiunto il 78% (prima era del 70%). Il primo cittadino ha annunciato poi la volontà di investire nel centro di raccolta, con una novità che entrerà in vigore dal prossimo primo di settembre: per conferire direttamente i rifiuti, alle aziende verrà assegnato un badge mentre i privati cittadini potranno avere accesso al centro con la carta regionale dei servizi, ottenendo una tariffa ancora più puntuale.

Dalla maggioranza e dal capogruppo di ‘Insieme Casalmaggiore e le sue frazioni’ Pierluigi Pasotto, un plauso all’eccellente risposta della cittadinanza rispetto alla raccolta differenziata. L’ex assessore si è detto poi rammaricato per la mancata riduzione della tariffa: critica a cui Poli ha risposto facendo valere il pareggio del nuovo piano finanziario proposto. Al voto, favorevole la maggioranza e il consigliere del Listone Carlo Sante Gardani. Contrari Pasotto e Francesco Bini.

Giovanni Gardani-Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti