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Canottaggio, Raineri
non molla. Ma il quattro
manca la qualificazione

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Nella foto Simone Raineri

BOSBAAN (AMSTERDAM) – “O affondiamo o facciamo un gran Mondiale”. Questa era la voce è quella del condottiero, Simone Raineri che non ci sta ad alzarsi dalla sua barca, il quattro di coppia, da perdente, per lo meno non senza averci prima provato. Lui che su quel remo ha vinto due medaglie olimpiche e insegue anche la gloria di Rio (sarebbero i quinti giochi olimpici per lui).

Il Mondiale di Bosbaan, corso d’acqua di Amsterdam che sta creando parecchi problemi a tanti atleti (tiratina d’orecchie a chi ha pensato la logistica dell’evento), non sono però iniziati bene per l’equipaggio che il campione casalese guida e che è composto anche da Paolo Perino, Simone Venier e Matteo Stefanini, arrivato addirittura ultimo nella sua batteria, vinta dalla Cina nella mattinata di lunedì. Decisamente una prestazione non all’altezza di una delle barche più gloriose della storia del remo italiano. E purtroppo anche il ripescaggio, sul quale erano concentrate le residue speranze azzurre, è finito in maniera triste per l’Italia.

Eppure Simone si era espresso così in mattinata, prima della gara di recupero di mercoledì, iniziata alle 13.40. “Sono ottimista: negli ultimi allenamenti abbiamo sentito meglio la barca e credo che ci siano i presupposti per risalire e riscattare questo Mondiale” aveva confessato Simone. Una gara che doveva disputarsi martedì, ma che è stata rinviata per le condizioni del tempo. “Meglio così: il vento spirava fortissimo e avrebbe danneggiato proprio noi che eravamo in corsia 6. Ne abbiamo approfittato per allenarci bene e in tal senso l’amalgama è cresciuto. Dovremo essere bravi anche a controllare le onde: il campo di gara è davvero infido e spesso difficile da gestire”.

Con queste sensazioni e questi accorgimenti Raineri ha provato a tirare fuori i suoi dal guado. “Ne passano due, noi ce la giochiamo contro Francia e Stati Uniti. Non siamo favoriti, ma vogliamo provarci”. Subito dietro, sulla carta, la Slovenia, mentre tentano quello che sarebbe un vero e proprio miracolo sportivo Norvegia e Olanda, che pure avrà i favori del pubblico giocando in casa. Questi i pronostici, che però l’Italia ha smentito in negativo, chiudendo addirittura al quinto posto e finendo dunque eliminata.

Simone, comunque, non ha perso la sua leadership. “O affondiamo o ripartiamo. E se ripartiamo possiamo giocarcela anche in zona medaglia” aveva ripetuto, speranzoso che il Mondiale non fosse finito. Si è sbagliato e per il quattro di coppia continua il periodo di crisi. Peraltro, con la semifinale piazzata giovedì, a sole 24 ore dal recupero di mercoledì (a causa del rinvio) contro equipaggi che hanno invece usufruito di ben tre giorni di riposo, sarebbe stata comunque dura: una disparità di trattamento per la quale forse si poteva fare qualcosa di più. Una polemica che però ora perde il suo senso. “La semifinale dobbiamo prima guadagnarcela” aveva ripetuto fiducioso il cavaliere delle acque azzurro. Purtroppo stavolta è andata male…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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