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Bando sicurezza,
il Comune non ci sta
e l’opposizione attacca

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CASALMAGGIORE – “Ammesso ma non finanziato”: fa discutere a Casalmaggiore il mancato raggiungimento di fondi regionali per la realizzazione del progetto sicurezza presentato al Pirellone dal Comune insieme a Martignana di Po, Unione Palvareta Nova e Unione Municipia. L’esito del bando, che nella tipologia C ha relegato l’istanza casalasca al 34esimo posto con soli 22 punti, non soddisfa l’amministrazione comunale maggiorina: “Abbiamo chiesto delucidazioni in Regione – fa sapere il sindaco Filippo Bongiovanni -. Secondo noi non sono stati assegnati punti che ci spettavano. Siamo in attesa di ricevere una risposta. Le graduatorie – precisa il primo cittadino – possono anche variare. Nel caso in cui venisse verificato che il conteggio è corretto, il progetto non cambierà per Casalmaggiore. Si farà, in due anni piuttosto che uno, ma si farà. Con fondi nostri già stanziati, ovvero 32mila euro che verranno investiti nell’acquisto di telecamere di videosorveglianza e varchi elettronici”. “Va detto – chiosa Bongiovanni – che il bando regionale è uscito a marzo 2014 e nessuno ha fatto niente fino a quando si è insediata la nuova amministrazione. Preparare un progetto che metta insieme più comuni, in soli quindici giorni, non è così facile. Altri hanno avuto più tempo a disposizione”.

Le reazioni non riguardano solo l’amministrazione comunale. Sulla questione interviene anche il capogruppo della minoranza di centrosinistra, Pierluigi Pasotto: “Mancato finanziamento del progetto? Dispiace per Casalmaggiore. La precedente Giunta Silla (di cui Pasotto faceva parte come assessore ai Servizi Sociali, ndr) non ha mai sottovalutato il tema della sicurezza urbana, ricollocandolo però a chi di dovere, cioè alle forze dell’ordine. Quello dell’amministrazione Bongiovanni è un approccio muscolare, uno stato di polizia che in realtà rappresenta solo una percezione. Il nostro gruppo di minoranza, l’unico di opposizione, pensa che il sindaco stia amministrando in modo da dividere la popolazione, non per tenere coeso il tessuto sociale casalese. Bisogna includere, non escludere, lo dicono i sociologi. Per farlo, bisogna affidarsi a capisaldi della società, alla scuola, dove a Casalmaggiore si è trovata una soluzione per gli insoluti della mensa che penalizza i bambini le cui famiglie non hanno possibilità di pagare. L’ex assessore Ettore Gialdi aveva trovato il modo di recuperare arretrati senza creare divisioni, incertezza, malessere”. “Questa amministrazione comunale – aggiunge Pasotto – governa solo per chi l’ha votata, escludendo da qualsiasi ente i membri del nostro gruppo e con noi il 50% dell’elettorato maggiorino che rappresentiamo”. “Il tutto – chiosa Pasotto – nel silenzio assordante del mondo cattolico casalese che in campagna elettorale era spaventato dal ‘pericolo comunista’ a Casalmaggiore ed ora tace di fronte a quello che accade”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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