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Slow Town, ecco
il comitato e l’idea del
Piano Mobilità Scolastica

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CASALMAGGIORE – Si è ufficialmente costituito nella giornata di giovedì il Comitato Slow Town di Casalmaggiore: composto per ora da sei cittadini della zona Casalasca, promette di aumentare presto le adesioni e si ripropone di favorire e stimolare iniziative che mirino ad una maggiore sicurezza nel centro cittadino di Casalmaggiore, a partire dalla zona 30 ma non solo.

Il Comitato è composto naturalmente da Giancarlo Simoni, tra i principali promotori di Slow Town in via Baldesio, ma anche da Daniele Fortunati, Giorgio Rossari e Gianfranco Feudatari. Completano il sestetto due “testimonial” d’eccezione, come Damiano Chiarini, principale esponente dell’associazione Persona Ambiente e figlio del compianto ambientalista Umberto, e l’atleta paraolimpico di Martignana di Po Andrea Devicenzi.

L’obiettivo, come hanno spiegato i membri del Comitato, è di cercare di sensibilizzare l’amministrazione a prendere decisioni importanti, tramite una collaborazione in sinergia: perché, come è stato spiegato, “soddisfare uno non significa scontentare l’altro. Esiste anche una terza alternativa, dove tutti vincono, mantenendo le proprie idee”. L’intenzione è ovviamente di favorire gli utenti deboli, ossia bambini, anziani e disabili in primis, lungo i percorsi viari casalesi.

Appena costituito, il Comitato è già molto attivo: venerdì mattina infatti depositerà sulla scrivania del sindaco Filippo Bongiovanni una prima proposta riguardante la realizzazione di percorsi Casa-Scuola sicuri sulla scorta di quanto già avviene in Svizzera, nel Canton Ticino. La proposta arriverà però anche a Vanni Leoni, assessore alla Viabilità, a Sara Valentini, assessore all’Istruzione, al comandante della Polizia Locale Silvio Biffi, ai dirigenti scolastici di scuole elementari e medie di Casalmaggiore e all’Asl casalese.

Il nuovo Piano di Mobilità Scolastica, in particolare, mira a introdurre, come si legge sul blog di Slow Town Casalmaggiore: zone calme, le Isole felici, dove progettare spazi a misura di bambino; le fermate Scendi e vivi, dove le auto possono lasciar scendere i bambini per farli proseguire su un percorso pedonale sicuro; apposite misure di moderazione del traffico, volte a conferire continuità, sicurezza e attrattiva ai percorsi pedonali; la limitazione fisica all’accesso delle auto alla scuola; l’individuazione, la segnalazione e la promozione dei percorsi casa-scuola prioritari; la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali esistenti e/o la progettazione di quelli necessari; la realizzazione di aree attrezzate a supporto della mobilità lenta attorno alla scuola come parcheggi (coperti) per biciclette, aree di sosta e gioco, collegamenti sicuri e pratici ai mezzi di trasporto pubblico locali; ogni altra misura, in generale, volta a promuovere la mobilità lenta, la sostenibilità e la sicurezza, fra cui numerose azioni di sensibilizzazione (educazione alla mobilità, pedibus, bicibus, eventi, manifestazioni, giornate senz’auto…).

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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