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Ti-Bre, il Cda approva
il progetto esecutivo
fino a Trecasali

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CASALMAGGIORE – Il Tibre avanza. A piccolissimi passi, ma avanza. Una delle autostrade più lunghe (in senso temporale) d’Italia vive un nuovo capitolo della sua storia dopo la riunione del consiglio d’amministrazione di Autocisa, la società che ne cura la realizzazione, nella mattinata di lunedì. Tra i partecipanti anche l’ex sindaco di Casalmaggiore Massimo Araldi che fa il punto sulle prime importanti novità: “Abbiamo approvato il progetto esecutivo preparato da Pizzarotti, che coprirà un ulteriore tratto di 13 km” spiega Araldi “arrivando fino al quartiere San Quirico, a Trecasali. Ora lo stesso progetto deve essere approvato dal Ministro, dopo di che i lavori potranno partire”. Il Tibre autostradale dunque ancora non arriva al Casalasco, ma se non altro si avvicina. Anche perché l’altra novità riguarda l’acquisizione delle aree. “Siamo riusciti ad arrivare, tramite espropri in fase già avanzata e con accordi bonari nella quasi totalità dei casi, all’acquisizione delle aree fino al fiume Po. Ora dovremo iniziare a fare prospezioni archeologiche e controlli per verificare la presenza di eventuali residuati bellici, due passaggi formali previsti dalla legge prima di poter ipotizzare un nuovo passo avanti dei lavori”.

Per quanto concerne il collegamento del Tibre con lo Sblocca Italia, legato all’inserimento della grande opera nel decreto voluto dal Governo Renzi, Massimo Araldi preferisce andare cauto. “All’articolo 5 si parla in effetti della possibilità di prolungare le concessioni laddove due o tre società che gestiscono tratte autostradali uniscano le forze. Non mi risulta tuttavia che siano in arrivo grazie a questo decreto 1.3 miliardi di euro. Si parla di un’ipotesi che deve comunque passare dal Parlamento e deve poi essere vistata anche dall’Europa. Per il momento posso dire che Autocisa è interessata da questo passaggio, anche se escludo l’arrivo di fondi nell’immediato. Se tutto andrà a buon fine, con questa novità potremmo finalmente iniziare a ragionare non più solo sul tratto Parma-Fontevivo ma, ragionando nell’ottica di unire l’A15 e l’A22, su Parma-Nogarole Rocca”. Avanti, dunque, ma a piccoli passi. Con il Casalasco ancora lontano o magari un po’ più vicino. Questione, dopo quarant’anni di attesa, di punti di vista.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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