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Macello Ghinzelli,
acque agitate e sciopero
in vista a Viadana

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Nella foto il Macello Ghinzelli di Viadana

VIADANA – Sono momenti difficili e di grande tensione quelli che i dipendenti del Macello Ghinzelli di Viadana stanno vivendo in questi giorni a causa di qualche screzio con la nuova proprietà, subentrata nel settembre 2013 ai precedenti proprietari. Le organizzazioni sindacali provinciali Cgil e Uila Uil sono ad un passo dalla rottura se non interverranno soluzioni dell’ultima ora.

Se non si verificheranno novità positive o svolte – invero difficilissime a questo punto, dato che che dal 15 ottobre, data dal primo comunicato sindacale, non si registrano cambiamenti – i sindacati hanno annunciato che verrà proclamato lo stato di agitazione tra tutti i lavoratori. In sostanza il centinaio di lavoratori e lavoratrici della Ghinzelli srl, riuniti 15 giorni fa in assemblea, si oppongono alla decisione già comunicata di procedere alla disdetta del contratto aziendale di secondo livello. Secondo la proprietà il sacrificio va chiesto per riportare i costi aziendali in positivo.

Tradotto in cifre tuttavia verrebbe effettuato un taglio del 30% sul salario: per qualcuno si tratterebbe di circa 800 euro in meno nella busta paga mensile. Sopprimere diritti acquisiti quali i premi di produzione “consolidata” e variabile come vorrebbe l’azienda costituisce per la controparte una condizione e un’imposizione alla quale nessun dipendente intende sottostare. A proposito di sacrifici le Rsu dei lavoratori ricordano di avere già concesso qualcosa, quando Ghinzelli srl aveva chiesto una modifica dell’orario di lavoro con la richiesta di essere impiegati dalle 6 alle 14, perdendo un diritto quale la mensa  e riuscendo tuttavia a velocizzare la produzione con picchi di 420 maiali macellati ogni ora. Una richiesta accettata senza proteste, spiegano i sindacati.

I dipendenti invitano la proprietà a una seria riflessione sulle scelte prese ricordando che quando si disdice un contratto questo comporta la cancellazione di tutto tutto quanto concordato in passato, ossia salario e diritti. Le organizzazioni sindacali provinciali hanno già inviato una lettera di diffida all’azienda affinché non si arrivi alla cancellazione del premio percepito. “Nel caso non arrivasse l’auspicato ripensamento e si continuasse sulla strada intrapresa” si legge “i lavoratori si vedranno costretti, loro malgrado, a intraprendere azioni legali al fine di vedere riconosciuti i giusti diritti”. E già si parla di una imminente assemblea pubblica da tenere in auditorium a Viadana per informare la cittadinanza sulla situazione di tensione e i motivi dell’agitazione tra i dipendenti e la Ghinzelli srl.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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