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Iniziative a Bozzolo
per il Centenario
della Grande Guerra

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Nella foto, Giuseppe Torchio

BOZZOLO – Il Centenario della Grande Guerra sarà ricordato a Bozzolo con iniziative di alto profilo ‎e già la fondazione Mazzolari ha anticipato importanti appuntamenti. “La nostra città – scrive il sindaco Giuseppe Torchio – ha dato rilievo all’evento con la mostra, assai frequentata, allestita in occasione della fiera con le storiche copertine della Domenica del Corriere del 15-1″.

“Quei disegni – prosegue il primo cittadino di Bozzolo – rendono, nelle immagini epiche ed  in alcuni casi lapidarie, il ‎dramma di un passaggio storico destinato a sbocchi successivi decisivi per il nostro paese, segnato dalle difficoltà occupazionali di migliaia di reduci, dalla mancanza di collaborazione tra le forze politiche parlamentari fino alla nascita ed allo sviluppo dei fasci di combattimento ed  al passaggio  alla dittatura‎. Oggi facciamo memoria di 600 mila morti italiani di una guerra combattuta soprattutto in trincea, con mezzi convenzionali e con armamenti non sempre all’altezza della situazione
Parliamo di sacrifici, di lealtà e di rispetto delle Forze Armate, di un esercito di ufficiali, sottufficiali, ma soprattutto di un esercito di popolo formato da militari di leva provenienti dalle varie contrade di un Paese ancora, per molti aspetti, virtuale, unito più dalle gabelle e dalle cartoline precetto che da un’autentica coscienza nazionale. I limiti di un Paese che, solo da poco, attraverso le guerre di indipendenza aveva conosciuto la via dell’unificazione  sono stati colmati dalla fedeltà e dalla lealtà delle Forze Armate nei confronti delle Istituzioni  democratiche‎, una costante che ritroviamo anche nella luminosa storia dell’Arma dei Carabinieri a cui l’Associazione, presieduta dal generale Boselli ha voluto dedicare, nelle scorse settimane, un’ interessante mostra  documentaria nel 200.mo dalla fondazione dei Reali Carabinieri. L’anelito di libertà ed il rafforzamento dell’identità nazionale sono alla base di un’azione militare per unire al Paese le “terre irredente” ma a quali costi in termini di risorse e di perdite umane lo si comprende dal chiaro monito papale sull’inutile strage”.
“Proprio a Bozzolo – aggiunge Torchio – conserviamo, accanto al monumento dei caduti, al lungo elenco, al Cimitero, dei bozzolesi che non sono più tornati dal fronte, la memoria di un “grande” della nostra storia ‎recente, Don Primo Mazzolari.
E sulla vicenda bellica, che ricordiamo con commozione, possiamo innestare un preciso riferimento allo spirito di patria che lo aveva animato, dapprima come soldato, poi come cappellano. Ma la grande guerra gli aveva restituito un grande dolore con quella prima inattesa licenza, all’indomani dell’arruolamento‎, per la perdita in battaglia del fratello. Ed il maturare degli eventi lo aveva portato ad una sofferta evoluzione‎, un percorso parallelo a  quel Don Carletti, ritratto dalla Domenica del Corriere accanto al tricolore che sventola in quel tragico scenario di guerra. Senza rinnegare l’impegno all’unità del Paese ed all’obbligo di servire la patria, si fa strada in lui una visione temperata dalla realtà fino a quel “tu non uccidere! ” che completa un sofferto percorso verso la pace”.
“Certo, dicevano i latini, “si vis pacem ‎para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra) e sappiamo quanta importanza abbia la strategia della deterrenza per garantire rispetto. Ma proprio gli amici militari, anche di Bozzolo, mi hanno sempre confermato una convinzione: che non esista un pacifista più convinto di un militare. E non solo per la conservazione del suo ruolo o della sua persona, ma per intrinseca convinzione. Un paradosso apparente che potremmo estendere alle doti naturaliste di un vero‎ cacciatore che, senza l’ambiente, non potrebbe più praticare la sua passione. Ed a distanza ormai di un secolo possiamo lanciare uno sguardo all’oggi, ai tanti scenari di guerra presenti nel mondo, al ruolo del nostro Paese in questo semestre di guida europea e nel prossimo quinquennio con la responsabilità della politica estera dell’Unione assegnata ad una donna italiana, la Mogherini, al giuramento di ieri del nuovo ministro degli esteri Gentiloni, al ruolo di ponte tra l’Europa e le tormentate sponde africane e gli scenari tempestosi de‎l medio oriente. Scenari che impongono doveri che i paesi europei non possono scaricare solo sull’Italia‎. Scenari che richiedono sinergie anche in politica estera, non solo nel rispetto degli obblighi ad acquistare costosissimi aerei americani nonostante la nostra difficile situazione economica, ai tagli che richiede fino a quello paventato per l’ospedale di Bozzolo per il quale venderemo cara la nostra pelle, in una Regione Lombardia che, insieme alla sola Emilia, segna un attivo nella sanità  ma anche e soprattutto nel rispetto della dignità del nostro Paese: l’Italia”.
“Quando penso agli amici militari del Decimo alla Col di Lana di Cremona, presenti da anni nel mondo per missioni di pace, mi torna in mente il ricordo della visita di Natale  a Nassyria, in Iraq, all’indomani di quel sanguinoso attentato. Ebbene questa nostra presenza italiana  in operazioni di pace in tutti gli scenari incandescenti a livello mondiale deve trovare una risposta anche  alla nostra richiesta, ribadita per anni, per il ritorno in patria dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a cui va tutto il nostro affetto ed il nostro ringraziamento. Al riguardo l’occasione della Festa delle Forze Armate mi da’ l’occasione per ringraziare la comunità indiana, in particolare sikh che ha consegnato al governo e all’ambasciata 50 mila ‎firme per il rientro dei nostri militari. ‎Ringraziamenti alle Autorità Religiose, Civili, Militari, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, sempre attente, alle Forze dell’Ordine,  alla Scuola, Dirigente, Insegnanti e Ragazzi, alla Banda Santa Cecilia, alle Reverende Suore,  ai Volontari ed a tutti voi. W le Forze Armate! W le Forze dell’Ordine! W l’Italia!”. 

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