Un commento

Rivoluzione Slow Town,
arrivano il laboratorio
e tante nuove proposte

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CASALMAGGIORE – Procede a piccoli passi, ma procede il percorso per comprendere i margini di manovra per dare vita ad una nuova Slow Town in via Baldesio e più in generale nel centro storico di Casalmaggiore. Mentre si susseguono infatti gli incontri tra l’architetto Matteo Dondè e il comune, con l’assessore Vanni Leoni che ha richiesto un progetto di massima per verificarne la fattibilità e l’ingegner Favalli che dovrà coordinare il nuovo piano urbano del traffico, è terminato venerdì scorso il periodo di rilevazione delle velocità raggiunte proprio in via Baldesio.

“Non abbiamo detto nulla prima” ha spiegato Giancarlo Simoni, il principale promotore della Zona 30 “perché altrimenti sarebbe stato un invito ad andare piano e soprattutto i risultati sarebbero stati falsati. In questo modo, invece, siamo convinti di avere raccolti dati indicativi, che ovviamente, come Comitato Zona 30, sottoporremo presto all’attenzione dell’amministrazione”.

Per quindici giorni, all’incirca a metà di via Baldesio, è stata dunque installata un’apparecchiatura che ha misurato le velocità raggiunte dalle auto. Ricordiamo che, durante la prima sperimentazione, il confronto fu impietoso: prima della sperimentazione di Slow Town partita a fine maggio, infatti, le auto raggiungevano anche gli 80 km all’ora in una via del centro, dove dunque il limite consentito sarebbe dei 50 all’ora. Si attende ora l’esito di questi nuovi rilievi appena terminati.

Alla causa ha contributo pure Franco Piacentini, responsabile per la provincia di Modena dell’Associazione Italiana Famigliari e Vittime della Strada, che è arrivato nei giorni scorsi a Casalmaggiore, sostando per un pomeriggio e tramite altre apparecchiature specifiche, già testate in altre situazioni e altre città, ha cercato di raccogliere nuove prove per affiancare il Comitato nella battaglia verso l’abbattimento della velocità e l’installazione definitiva della zona 30 in via Baldesio, strada dove nei giorni feriali (ossia di punta) transitano fino a 3500 automobili. Anche in questo caso la presenza di Piacentini è passata inosservata, proprio per evitare quella pubblicità che avrebbe potuto spingere gli autisti ad alzare il piede dell’acceleratore, anche solo come forma di deterrenza.

E’ invece stato reso noto mediante un comunicato stampa l’esito dell’incontro del Comitato Slow Town di lunedì sera. Le novità non sono poche e su tutte è emersa la volontà di creare uno Slow Town Lab, un vero e proprio laboratorio nel quale possano confluire non soltanto cittadini o testimonial, ma soprattutto tecnici ed eventualmente anche assessori comunali, che potrebbero portare in dote le proprie competenze. “Stiamo crescendo: dai sei fondatori iniziali” spiega sempre Simoni che proprio dei sei fa parte “ci siamo ritrovati in dodici a confrontarci su varie tematiche, ma altri stanno facendo richiesta e presto saremo una ventina. L’idea, essendo un movimento apartitico e apolitico, è di raccogliere tutte le proposte, ma di non fare entrare nel comitato persone che abbiano cariche politiche: ovviamente, però, le loro idee sono bene accette”.

Il Comitato ha precisato di essere ancora in attesa di una risposta per quanto concerne il piano di mobilità scolastica, presentato il 17 ottobre all’amministrazione di Casalmaggiore, alle dirigenti scolastiche di Marconi e Diotti e alla Polizia Locale. “Tra i punti più importanti vi è la possibilità” ha spiegato Simoni “di dare vita ad un Biciplan, di ristrutturare piazze e vie del centro, di rivedere insieme il Piano Urbano del Traffico, perché al centro non vi siano più le auto ma gli utenti deboli, di istituire i 30 all’ora in centro, la messa in sicurezza di incroci e ciclabili, in particolare sull’Asolana. Per facilitare una partecipazione maggiore della cittadinanza, dato che comunque la spinta dal basso c’è già e crescerà ancora, distribuiremo volantini informativi nelle prossime settimane, spediremo ai genitori degli studenti lettere che illustrino il progetto, riempiremo di bandiera di Slow Town Casalmaggiore. Anche la bacheca di via Baldesio verrà presto rinnovata”.

La proposta nuova, come detto, è l’istituzione di Slow Town Lab. “Noi come privati, a livello tecnico, non possiamo fare miracoli” spiega Simoni “e ci può stare che in un’amministrazione non vi siano esperti sempre dal punto di vista tecnico. Ebbene, abbiamo bisogno di tecnici che facciano da collante: per questo chiederemo al comune di aprire questo laboratorio che coinvolga gli assessori alla Viabilità, al Commercio e all’Istruzione, architetti, ingegneri e ovviamente il nostro comitato. Una sorta di mobilità condivisa, che in altre città è già presente: non inventiamo nulla. I singoli cittadini o gruppi residenti in particolari quartieri o vie potranno dare il loro contributo segnalando le criticità anche inviando foto e scritti all’indirizzo mail slowtowncasalmaggiore@gmail.com che dopo un’attenta valutazione del Comitato saranno anche pubblicati sul blog http://slowtowncasalmaggiore.blogspot.it/ e potranno partecipare attivamente alle riunioni”.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • visio72

    Non sono abituato a commentare le iniziative altrui e chi mi consce bene lo sa, ma a tutto c’è un limite! Ancora con questa slow town???… BASTA!!! Possibile che non vi siano altre cose più importanti di cui occuparsi? Mi permetto una considerazione, ma questo “BONTEMPONE”, tale sig. Giancarlo Simoni, visto che è così volenteroso, di questi tempi, non potrebbe fare qualche sacchetto di sabbia sull’ argine? …forse qualcuno lo vedrebbe lavorare…