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Laura Scaravonati,
il raid finisce in
ospedale: ma sta meglio

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Nella foto Laura Scaravonati dal letto d’ospedale in Ecuador

CASALMAGGIORE – Il campionato mondiale di Raid si è concluso anzitempo per Laura Scaravonati, la 36enne casalese del Gruppo Forestale dello Stato, e per il suo team, i Freemind che, come in Costa Rica nel dicembre 2013, non sono riusciti in Ecuador a completare la prova massacrante entro gli otto giorni previsti come limite massimo.

La vera notizia però è un’altra e ha fatto davvero sussultare i tifosi e i famigliari di Laura a Casalmaggiore: l’atleta, infatti, è stata ricoverata all’ospedale locale di Quito in Ecuador dopo ore di dolori lancinanti. Un’avventura della quale avrebbe volentieri fatto a meno, anche perché Laura racconta la vicenda come una vera e propria odissea personale. Durante una sessione di trekking estremo in Amazzonia durata tutta la notte tra lunedì e martedì scorso, con tanto di pioggia a rendere difficile le operazioni sulla parete a strapiombo sul rio Oyacachi, l’unica donna del team Freemind si è ferita ad una mano e da lì gli effetti del taglio si sono diffusi fino al gomito. Il punto è che i medici di gara hanno scambiato quella che era un’infezione da stafilococco, pericolosissima, per una banale tendinite.

Laura ha provato a resistere ma giovedì mattina, dopo 30 ore di dolori lancinanti, come racconta dalla sua pagina Facebook, ha dovuto cedere. Si è così ritirata dalla gara e il rescue team (“mentre stavo svenendo dal male” racconta l’atleta) si è offerta di condurla fino al primo paese. Anche qui altra odissea: il paese più vicino dotato di attrezzature mediche era raggiungibile con un camion dello staff che però sarebbe passato dopo otto ore. Laura ha così deciso di pagarsi un taxi e in due ore è arrivata alla clinica. Venerdì tutto il resto della squadra, che avrebbe potuto completare comunque la gara per regolamento, si è ritirato per assistere la 36enne ricoverata all’ospedale, che ha così dovuto tardare il suo rientro in Italia.

Dopo un piccolo intervento di pulizia della mano, Laura Scaravonati potrà fare rientro a Casalmaggiore nella giornata di mercoledì. Certo, i raid sono un tipo di competizione molto pericolosa e ogni rischio va messo in preventivo. Ma quantomeno da parte dell’organizzazione ci si poteva aspettare un modo migliore per affrontare emergenze sanitarie anche gravi. La foto di Laura sorridente dal letto dell’ospedale, se non altro, rincuora chi da casa ha tifato per lei.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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