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Paolo, un sorriso
spezzato e una famiglia
devastata dalla strada

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Nella foto un bel ritratto di Paolo Umberto Busi e una scena dell’incidente

PIADENA – Piadena si è svegliata sgomenta per la tragedia di Cadimarco, che ancora una volta ha colpito la famiglia Busi, molto conosciuta e stimata in paese e messa a durissima prova dalla vita per coincidenze terribili decise dalla sorte. La notizia della morte di Paolo Umberto Busi, per tutti Paolino, 34 anni appena, ha iniziato a spargersi nella tarda serata di mercoledì e subito sui social network i pensieri e i ricordi del ragazzo sono emersi, spontanei e commossi.

E tra questi passaggi c’è chi ha ricordato una tragica fatalità: non solo infatti la sorella di Paolo, Laura Busi, morì in un incidente stradale, proprio come accaduto al fratello, ma il triste evento avvenne, nell’ottobre 2003, sulla stessa strada, la provinciale 24, appena tre chilometri prima rispetto al punto in cui, in frazione di Cadimarco, ha trovato la morte Paolo. Quell’incidente, infatti, si verificò in territorio di Casalromano. Peraltro i residenti della frazione di Fiesse, dopo l’ennesima tragedia della strada, inizieranno una raccolta firme per chiedere la realizzazione di una rotonda, per la quale esisterebbe già anche un progetto.

Per gli amici, i conoscenti e i colleghi di lavoro Paolo era simpatico, vivace, con la battuta sempre pronta, scherzoso, ma anche buono e altruista: aggettivi che non sembrano affatto di circostanza, anche perché vengono giustificati da aneddoti, ricordi e riferimenti precisi a momenti passati insieme. C’è chi ricorda i suoi volti buffi, il suo modo di sdrammatizzare anche le situazioni più particolare, di sorridere alla vita, di salutare tutti, spesso e volentieri, negli ultimi tempi, a bordo dei trattori che guidava per conto dell’azienda agricola di Gambara per la quale lavorava.

Proprio a Gambara Paolo doveva trasferirsi: stava per perfezionare il cambio di residenza, dato che il giovane, sui documenti, risultava ancora residente a Piadena, ma in realtà da qualche mese era domiciliato nel comune bresciano. Ecco perché il ragazzo frequentava spesso quella maledetta provinciale dove ha poi trovato la morte. Una vita, quella della famiglia Busi, segnata in modo tragico dalle automobili. Uno scherzo beffardo del destino, dato che proprio il nonno di Paolo, Pierino Busi, aveva diretto per decenni in zona stazione ferroviaria un’officina, dove collaborava anche Mauro Busi, il padre di Paolo, che assieme alla madre Irene e  a tutti i famigliari si trova a dover sopportare un nuovo strazio infinito. Paolo, assieme a Mauro, aveva commerciato automobili nei primi anni “lavorativi” della sua vita (si era diplomato all’Itg Vacchelli di Cremona) e spesso noleggiava anche vetture di lusso per grandi cerimonie o matrimoni. Poi aveva scelto, per così dire, di mettersi in proprio e di esplorare altri campi, impiegato in un’azienda che realizzava segnaletica stradale e, appunto, negli ultimi mesi, in un’azienda agricola. Peraltro anche lo zio di Paolo, Donato Busi, restò vittima anni or sono di un gravissimo incidente al curvone di San Giovanni in Croce, che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Una storia tragica per una famiglia che nelle ultime ore ha ricevuto testimonianze smisurate di affetto: passaggi che non possono colmare il dolore, ma sono fondamentali se non altro per provare ad alleviarlo.

Come abbiamo anticipato giovedì, la salma di Paolo Umberto Busi raggiungerà l’abitazione di via Matteotti a Piadena venerdì nel primo pomeriggio, attorno alle 13. Venerdì sera sarà recitato il Santo Rosario, dopo di che sabato alle 15 a Piadena tutto il paese di stringerà e si unirà per partecipare ai funerali: Paolo sarà sepolto vicino alla sorella Laura, uniti da un disegno degli eventi impossibile da accettare. Una storia che gli amici di Paolo ricordano e collegano anche alle vicende recenti della comunità di Piadena: a Paolo, infatti, i ragazzi casalaschi demandano ora il compito ideale di un saluto in Paradiso agli amici partiti troppo presto per altri lidi. Perché proprio Piadena, negli ultimi anni, ha pagato un durissimo e insopportabile tributo alla strada. E questo non è che l’ennesimo capitolo di una storia che ogni volta, come fosse la prima, provoca lo stesso, sgomento e incredulo, stupore.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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