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“Legami Sicuri” per
prevenire crimini e
riqualificare spazi pubblici

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Nella foto, il municipio di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Si chiama “Legami Sicuri” ed è il progetto che il comune di Casalmaggiore ha scelto, collegato ad un bando di Regione Lombardia, mirando così a rafforzare la prevenzione nei confronti di aree e soggetti a rischio esposizione ad attività criminose e a riqualificare, per lo stesso obiettivo, gli spazi pubblici. Casalmaggiore è capofila, ma il progetto riguarda anche comune di Piadena, Cisvol, Concass e associazione Libra. Il sì da parte del comune Casalese è arrivato nella mattinata di lunedì al termine della riunione di giunta, dove l’assessore ai Servizi Sociali Gianfranco Salvatore ha avuto il compito di illustrare il punto. Il progetto “Legami Sicuri” mira in primis a ricreare legami nelle aree o quartieri maggiormente esposti a disgregazione sociale: per farlo organizza incontri formativi con i cittadini, dopo attenta indagine del tessuto storico-sociale; confronti tra le amministrazioni comunali del distretto casalasco con un dialogo costante; un’azione formativa con gli operatori sociali e ai volontari, per un’opera di sensibilizzazione e accompagnamento alla sicurezza. Il costo complessivo del progetto, come viene chiarito nella delibera numero 256 esposta all’Albo Pretorio, è di 45.381,50 euro, la maggiore parte dei quali (36.305,20 euro) in arrivo da Regione Lombardia, con contributi poi del comune di Piadena (2.200 euro), dell’Associazione Libra (1.000 euro) e del comune di Casalmaggiore (5.876 euro). Spese che serviranno per il personale, per reperire servizi, beni e attrezzature e per le professionalità inserite nel progetto stesso.

Il percorso inizierà, stando all’allegato inviato al Pirellone, il 1° aprile 2015 e terminerà il 31 marzo 2016: nello stesso documento vengono indicati nel dettagli alcuni significativi appuntamenti. A Casalmaggiore e Piadena si parla di sperimentazione in tre zone specifiche, che verrà applicata dopo una raccolta dati capillare, ottenuta parlando con i cittadini stessi e anche con i rappresentanti dei Servizi Sociali: in particolare per Casalmaggiore le zone considerate a rischio sono quella delle case popolari, dove si trovano aree di degrado urbano e problematiche sociali e il parco vicino al Polo Romani, dove spesso si denunciano attività illegali quale spaccio di stupefacenti e una scarsa presenza di attività commerciali. A Piadena, invece, nella zona adiacente le scuole in centro, si trova una moschea che in passato ha causato criticità legate alla convivenza quotidiana, tenendo conto della presenza anche di una zona residenziale, dove si trovano edifici di edilizia popolare e privata, completamente priva di servizi e isolata. Sicurezza e Solidarietà, insomma, come parole chiave. Tra i metodi di indagine anche un questionario per i residenti della zona dal titolo “Come vorresti il tuo quartiere?”, oltre a interviste ad esperti di urbanistica, che porteranno a individuare, tra abbandono, disordine, degrado, integrazione e sicurezza, quali siano i problemi più sentiti.

Il tutto passando anche da incontri denominati “Quartiere senza Paura”, con almeno 30 cittadini partecipanti, dalla promozione di azioni di vicinato attivo e di solidarietà partecipata, da un questionario finale che metta in evidenza i benefici maturati. L’azione di confronto, invece, metterà allo stesso tavolo almeno quattro volte nel corso dei dodici mesi previsti tutti i comuni del distretto casalasco, con partecipazione invece di agenti di polizia locale, operatori sociali e terzo settore al percorso, in cinque incontri, essenzialmente formativo per allenare nuove figure di volontari. 

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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