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“Niente responsabile
comunale? Stop
al Piedibus”

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CASALMAGGIORE – Sulla bontà del servizio Piedibus a Casalmaggiore in molti sono pronti a mettere la mano sul fuoco: perché garantisce un servizio utile, perché è gratuito in quanto gestito da volontari, perché aiuta i bambini o ragazzini ad andare a scuola a piedi, dunque regala anche una passeggiata di salute (traffico a parte…), sotto lo sguardo attento degli adulti e spesso senza dover sopportare il peso alle volte spropositato di zaini o cartelle. Un servizio d’eccellenza, che Viadana ha iniziato da poco a imitare (come è stato illustrato nel progetto inserito nel Bando sul Volontariato) e per il quale s’è mosso pure il Comitato Slow Town casalese, che ha richiesto la costituzione di una nuova linea oltre a quelle esistenti, che possa sfruttare l’argine maestro come strada naturale verso la scuola. Il punto però è che il Piedibus rischia di scomparire a Casalmaggiore: questo perché, formalmente dal 1° febbraio ma in realtà già dai prossimi giorni, la responsabile Giancarla Zuelli, che coordina i volontari, andrà in pensione. Come detto, la pensione scatta il 1° febbraio, dunque con l’anno nuovo, ma già da metà dicembre Zuelli inizierà a smaltire le ferie che le spettano e dunque cesserà l’attività lavorativa che la vede impegnata anche al Centro Primavera e, come volontaria appunto, anche al coordinamento Piedibus. Per questo nei giorni scorsi s’è tenuta una riunione con l’assessore ai Servizi Sociali Gianfranco Salvatore, anche se per il momento tutto è ancora bloccato. Il progetto, nato dieci anni fa dalla collaborazione tra comune, Asl e scuola, rischia insomma di arenarsi o comunque di subire un piccolo periodo di stallo.

A tal proposito i volontari hanno voluto spiegare, in una missiva indirizzata al sindaco Filippo Bongiovanni, alla dirigente della Marconi Susanna Rossi e al direttore del Distretto Socio Sanitario Bruna Masseroni, i contenuti dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi con l’assessore Salvatore. “Nell’incontro tenutosi il 18 novembre presso il Centro Sociale Primavera” scrivono alcuni volontari “l’assessore, in relazione all’imminente pensionamento della dipendente comunale Giancarla Zuelli, che dal 2008 ha coordinato i volontari e gestito il servizio in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Marconi e il Distretto Socio Sanitario di Casalmaggiore, ha chiesto che sia un volontario a sostituire la suddetta dipendente nella gestione futura del coordinamento del servizio”. “Dopo una ponderata riflessione noi volontari addetti al “Piedibus” precisiamo” si legge “che intendiamo proseguire il nostro servizio di volontariato compatibilmente al tempo ed alle attitudini personale disponibili, ma riteniamo del tutto fuori luogo la richiesta di svolgere compiti che chiedono disponibilità di tempo, competenza e assunzione di responsabilità nella gestione del servizio. A riprova di questa constatazione sta il fatto che negli altri comuni del territorio Casalasco dove è attivo il “Piedibus” (Gussola e Martignana di Po) il servizio è coordinamento e gestito da un dipendente comunale. In ogni cittadino in cui c’è il Piedibus la titolarità è sempre in capo al signor Sindaco”. Da qui una richiesta di attenzione maggiore rivolta all’amministrazione. “Siamo orgogliosi del fatto che il servizio “Piedibus” di Casalmaggiore dal 2008 ad oggi abbia contribuito col nostro aiuto a migliorare la città e speriamo sinceramente che questi progressi non vengano interrotti. Desideriamo pertanto che chi ci amministra non sottovaluti la difficoltà del momento e non metta in pericolo la prosecuzione del servizio. Senza la individuazione di una figura di coordinamento i sottoscritti informano che termineranno l’attività di volontario del servizio “Piedibus” dal 19 dicembre 2014”.

Iil problema dunque è che un “non-dipendente comunale” rischierebbe di non avere l’autorità per intervenire disciplinarmente su bambini e famiglie che non rispettassero le regole, non essendo il volontario né pubblico ufficiale né rappresentante del comune. In qualche caso il Piedibus richiede anche il pugno di ferro, perché alcune situazioni sono abbastanza particolari e delicate: ecco perché ci si trova in questo momento in una fase di stallo, che però, considerando i tempi strettissimi, rischia di mandare in pensione, o di fermare almeno per qualche giorno, un servizio molto apprezzato.

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