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Omicidio Gobbi, fermato
il complice di Bonazzoli:
è un 50enne viadanese

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Nella foto, Giorgio Gobbi e gli accertamenti sull’auto

Altra svolta nell’indagine sull’omicidio di Giorgio Gobbi, il 43enne domiciliato a Cicognolo ucciso con uno sparo al petto e uno al volto e trovato morto nel bagagliaio di una macchina a Parma. Dopo l’arresto del cognato Luciano Bonazzoli, 48enne residente nel Bresciano con un’azienda a Viadana, e il ritrovamento dell’arma del delitto domenica mattina (un fucile da caccia recuperato in un canale in provincia di Mantova), nelle scorse ore c’è stato il fermo di una seconda persona, il presunto complice di Bonazzoli. Si tratta di Roberto Infante, 50enne di Viadana, con alle spalle piccoli precedenti penali. I due si conoscevano da tempo. Bonazzoli avrebbe promesso a Infante, titolare di una piccola impresa edile, di estinguere un debito che aveva con lui se lo avesse aiutato a sbarazzarsi del cognato. Sarebbe stato Infante a guidare il Suv dalla ditta Luma di Viadana, dove si è consumato il delitto, fino a Parma. Bonazzoli ha materialmente sparato alla vittima, quindi il complice lo avrebbe aiutato a caricare il cadavere sul Range Rover e a portarlo fuori provincia, mentre l’altro andava a pranzo con i colleghi per costruirsi un alibi. Dopo aver abbandonato il Suv, Infante avrebbe raggiunto a piedi il parcheggio del Bricoman dove Bonazzoli è andato a prenderlo con un’altra auto. Le immagini della videosorveglianza di una ditta di fronte alla Luma avevamo fin da subito ripreso i movimenti dei due uomini. Bonazzoli ha quindi confessato tutto, dichiarando di aver agito insieme a Infante. Entrambi sono ora reclusi nel carcere di Mantova per le accuse di omicidio premeditato, occultamento di cadavere e detenzione abusiva di arma da fuoco.

redazione@oglioponews.it

L'arma del delitto

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