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Lettera di Natale
di padre Brioni: “Papa
Francesco prega per noi”

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Nella foto padre Brioni (foto e testo dal sito della Diocesi di Cremona)

BOZZOLO/RIVAROLO DEL RE – «La situazione dell’Ebola in Sierra Leone il 24 dicembre, rimane ancora molto tragica, nonostante le speranze. Ieri il Paese ha contato ancora 45 morti di questo virus, che purtroppo la gente porta ancora in giro nonostante tutte le raccomandazioni e precauzioni». Inizia così la drammatica lettera che padre Luigi Brioni, missionario saveriano cremonese, ha inviato ai parenti e amici a poche ore dal Natale. Si associa alle sue parole anche padre Vittorio Bongiovanni, che opera nella stessa diocesi di Makeni, e che è, anch’egli, al fianco della popolazione nonostante i tanti rischi. «Sono molte le Organizzazioni internazionali (compreso la nostra Emergency) – racconta il religioso – che aiutano sia per la prevenzioni, sia per la cura, sia per l’assistenza coloro che sono in quarantena o gli orfani che hanno perso genitori e famiglie intere. La Chiesa Cattolica è molto presente nella Nazione con una capillare informazione sui pericoli dell’Ebola e sulle necessarie attenzioni da osservare da parte di tutti. Poi i sacerdoti e religiosi si danno da fare per assicurare a tutti coloro che sono in quarantena nelle loro zone il conforto del Signore insieme a cibo e soldi. La settimana scorsa pure Papa Francesco ha mandato nelle zone colpite dall’Ebola il cardinale Turkson per assicurare la sua paterna solidarietà e per darci anche una mano finanziaria».

E così prosegue padre Brioni: «Nella mia zona di Fadugu e per quasi tutto il nostro distretto (di colline e montagne) il virus è rimasto abbastanza lontano, ma la possibilità di facile contagio è sempre lì pronta a far nuove vittime. In questi giorni abbiamo una chiusura totale di 5 giorni della parte nord del Paese, dove siamo pure noi, per tentare di arginare il contagio, che ancora molti non riconoscono nella sua terribile realtà. Quindi niente traffico, niente mercato, niente giochi … e niente preghiere pubbliche ad eccezione della sola Messa di domani, giorno di Natale». «Personalmente  di salute sto bene – continua il saveriano casalasco – , anche se, come vi potete immaginare, mi piange il cuore vedere la nostra gente vivere nella paura, i bimbi senza scuola e senza giochi, i mercati deserti … Ai nostri poveri ci facciamo presenti con un po’ di carità natalizia per qualche pasto un po’ meno sobrio del solito. Ma siamo ben lontani dal risolvere la miseria del Paese di oggi e … di sempre!»

Così conclude padre Luigi: «Alla mia Messa natalizia mi sarà di gioia grande pensarvi tutti ad adorare insieme quel Piccolo che rimane l’unico Grande della vita. E Lui non mancherà di donarci il sorriso di Dio. Con un grande abbraccio, cosa che qui ormai da mesi, insieme alle strette di mano ed al segno di pace, non possiamo più scambiarci per paura di contatti infettivi! Che Betlemme ci ridia presto la gioia della convivialità fraterna del Signore Gesù anche con la vostra preghiera. Grazie. Di tutto cuore, ed arrivederci l’anno prossimo, speriamo su questa terra!»

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