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Unione del Po,
i lavori procedono ma
l’entusiasmo è un po’ scemato

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Nella foto Velleda Rivaroli, sindaco di Scandolara Ravara e presidente di Unione Municipia

SCANDOLARA RAVARA – Prosegue senza intoppi l’Unione Municipia, ma sembra frenare per il momento il tentativo di ampliarla facendone l’unione dell’asse del Po. E’ trascorso un anno dall’incontro pubblico, sul palco della “Festa dal Pipén” di Torricella, col quale i sindaci di sei paesi annunciavano direttamente ai cittadini l’intenzione di dar vita ad un’unione di circa 10mila abitanti, unificando i tre comuni di Municipia (Scandolara Ravara, Motta Baluffi e l’allora neoentrata Cingia de’ Botti) con Gussola, Martigana Po e Torricella del Pizzo. Da allora però il processo sembra essersi interrotto, come ammette a denti stretti il presidente di Municipia (nonché sindaco di Scandolara) Velleda Rivaroli. “I lavori proseguono, e bisogna considerare il campio corposo delle amministrazioni elette in primavera”. Delle tre però una non è andata al voto (Torricella), l’altra (Matignana) ha visto prevalere proprio chi si era schierato per la nuova unione, resta solo Gussola. “Ripartiranno gli incontri, noi come Municipia la nostra strada la stiamo facendo e non siamo obbligati all’allargamento (tra l’altro i fondi per le unioni a Municipia arriveranno comunque, allargamento o meno, ndr). Bisogna essere tutti convinti”.

Ma gli incontri programmati un anno fa per la stesura dello statuto? “Dispiace che un anno fa ci eravamo presi un impegno stabilendo tre incontri entro maggio dei quali abbiamo fatto solo il primo. Gli altri due sono saltati. E’ vero che l’enusiasmo di gennaio 2014 è andato scemando. Ora però vogliamo ripartire, parlando degli obiettivi strategici da subito, mettendo tuto sul piatto”. Anche le cose sgradevoli, cioé i temi caldi che potrebbero dividere, lascia intendere il sindaco, che prosegue: “La strada è tracciata, a Municipia siamo già nelle condizioni di passare alla fusione con un referendum, ma io all’allargamento ci tengo. E’ una strada obbligata e va percorsa, tra l’altro le unioni non sono vincolate al patto di stabilità, e ormai a parecchi bandi possono partecipare solo le unioni. Quando riprenderemo le riunioni servirà darsi tempistiche, il processo va chiuso entro il 2015, non oltre, e bisogna darsi da fare nella prima metà dell’anno lavorando alla bozza dello statuto, coinvolgendo naturalmente anche le minoranze nel processo, oltre che i cittadini”.

Ma è Gussola che frena? “L’amministrazione è cambiata e anche il cambio del segretario non ha giovato, ma è il comune più grande e dovrebbe trascinare glia altri. Per ora ci siamo visti a dicembre per concludere l’adempimento normativo delle convenzioni”. Passando invece a Municipia: “Nel 2015 abbiamo trasferito ulteriori servizi, soprattutto da Cingia che è con noi solo da un anno. Tra Scandolara e Motta il processo è molto avanti”.

Con Motta l’anno si era chiuso con qualche polemica: “Dopo un primo periodo di assestamento, tutti lavoriamo nell’ottica dell’unione. Nel 2015 siamo partiti col consolidamento dell’unificazione del personale dell’ufficio tecnico, e l’utilizzo del portale Globo per le pratiche telematiche. Avevamo 4 professionisti, ora 3 ma non divsi per territorio bensì per settore (edilizia privata, edilizia pubblica e lavori esterni), con uniformità di procedure e programmi. Sui avori esterni si è partiti con l’unificazione dei cantonieri”.

Ormai tutti i servizi sono stati associati. “Ora però dobbiamo uniformare i servizi e i regolamenti: orari di apertura al pubblico, tipologia e qualità dell’offerta. E poi scuolabus, punti raccolta e servizio per la materna, e poi biblioteca, servizi sociali. Non sarà facile modificare le abitudini dei cittadini, ma serve un percorso chiaro, a partire dall’ufficio tecnico che sarà un primo banco di prova. I vantaggi ci saranno: ad esempio voglio arrivare a breve alla possibilità per il cittadino di fare la carta d’identità in uno dei tre comuni”.

Sulle sedi dei servizi: a Scandolara ci sono ufficio tecnico e servizi sociali, a Motta uffici finanziari e polizia locale. “Ora il tutto andrà ricalibrato con la partecipazione di Cingia”. Tra le cose da uniformare ci saranno anche le tasse, e qui si rischia l’impopolarità. “Il problema è già uscito nell’immediato sul tema rifiuti, e anche sull’erogazione del servizio col numero di passaggi porta a porta. Il tutto va a riversarsi sulle tassazioni Irpef e Iuc dei singoli comuni, ma in questo caso il percorso sarà più lungo”. Poi arriveranno Imu e Tasi: “Queste saranno uniformi solo al momento della fusione, importante ora è avvicinarsi all’uniformità della tassazione”.

Vanni Raineri

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