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Guerriglia a Cremona:
Rivaroli difende Galimberti,
Forza Nuova all’attacco

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Nella foto un momento del corteo di Cremona prima che scoppiassero gli scontri

SCANDOLARA RAVARA/PIADENA – Come era prevedibile, i fatti di Cremona, con la guerriglia urbana scatenata in città durante il corteo antifascista organizzato sabato pomeriggio, non hanno mancato di suscitare reazioni. E non fa eccezione il mondo politico casalasco. La prima a fare sentire la propria voce, affidando il suo pensiero a un comunicato stampa, è Velleda Rivaroli, sindaco di Scandolara Ravara e presidente dell’Unione Municipia.

“A distanza di poche ore dai fatti accaduti a Cremona durante la manifestazione antifascista” scrive Rivaroli “voglio da Sindaco esprimere tutta la mia solidarietà al Sindaco Galimberti ed alla bella città di Cremona, devastata da un gruppo di vandali senza una morale politica vera, che si sono mossi con l’unico intento di fare danno. Questo è scandaloso. Ma altrettanto preoccupante è questo attacco frontale al Sindaco, che non ritengo essere responsabile personalmente di quanto accaduto. Ritengo che sia un attacco prettamente mediatico che sposta l’attenzione dal vero problema e dai veri responsabili. E questo è davvero demoralizzante tanto più se fatto anche da alcuni politici che ben conoscono le prassi operative in questi frangenti”.

Da qui la difesa di Galimberti da parte di Rivaroli. “Il Sindaco ha ben espresso la sua posizione sia prima che dopo i fatti ed era ieri a fianco delle forze dell’ordine, assumendosi tutte le responsabilità del suo ruolo. Dobbiamo andare invece al vero cuore del problema. Questi facinorosi provenienti da tutta Italia sarebbero probabilmente comunque giunti in città dopo i fatti del 18 gennaio scorso ed avrebbero puntato a CasaPound, portando violenza. Da qua dobbiamo partire tutti insieme per stanare i veri responsabili ed essere tutti uniti nella strada da percorrere, che deve essere dura e deve isolare e punire questo gruppo di bestie. Gli atti compiuti sono atti squadristi di una violenza inaudita. Chi ha tentato di manifestare pacificamente è stato colpito nella sua libertà di farlo. Per questo mi aspetto un atteggiamento serio da tutta la politica ed una condanna secca ai veri colpevoli di tutto questo. Concentriamoci sui veri responsabili!”.

Mette sotto accusa il Centro Sociale Dordoni, invece, e i centri sociali in genere il comunicato di Forza Nuova, di orientamento politico ovviamente diverso rispetto a Rivaroli, che dalla sede di Cremona (ma Forza Nuova ha da pochi mesi aperto una sede anche a Piadena) condivide mediante comunicato stampa il suo pensiero. “Noi chiediamo, da sempre, la chiusura dei centri sociali. Il momento è questo, senza se e senza ma. Anzi, non capiamo chi ha autorizzato l’apertura e tollerato l’esistenza di questi covi di spaccio e illegalità. Conosciamo i centri sociali e abbiamo nei confronti dei frequentatori un senso di umana pietà. Non fanno paura i loro attacchi. Fanno paura quelli che devono difendere i cittadini. Il Sindaco di Cremona darebbe una prova di dignità, dimettendosi. Altrettanto dovrebbero fare componenti e sostenitori della sua maggioranza”.

Dopo l’attacco al sindaco, anche quello agli stessi cremonesi, definiti “pigri”, e alle autorità prefettizie e militari. “Dovrebbero semplicemente vergognarsi tutte le associazioni che ieri hanno marciato, sostenuto e anche solo portato il proprio saluto a questa manifestazione. Dovrebbe fare un passo indietro tutta la classe politica cremonese di centrodestra e centrosinistra che, dal 1995, ha tollerato, coccolato e temuto i centri sociali in città. Dovrebbero farsi un serio esame di coscienza tutti i pigri cittadini cremonesi: per venti anni, hanno voltato la testa dall’altra parte, facendo finta di non vedere. Dovrebbero infine rimettere il loro incarico anche le autorità prefettizie e militari, cariche non elettive, non devono rispondere alle urne, perciò più libere nelle scelte. Tutti questi, nessuno escluso, hanno consentito la guerra a Cremona, in un sabato pomeriggio di gennaio, nel 2015”.

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