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Riciclare vecchie bici
per recuperare
giovani studenti

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CASALMAGGIORE – Hai voluto la bicicletta? Ora pedala. Un proverbio sempre attuale, che solitamente si dedica a chi è un po’ scoraggiato o a chi ha preteso tanto e poi non sfrutta quanto ha ottenuto. Ebbene, il proverbio torna di moda anche a scuola, anzi per la precisione lo farà nella prossima primavera, a Casalmaggiore. Anche il comune casalese infatti parteciperà, in qualità di partner, al progetto “La bicicletta: biciclo e riciclo”, che vuole essenzialmente ridurre il fenomeno dei cosiddetti abbandoni scolastici precoci, che in Italia si attesta, per la scuola secondaria, addirittura al 23%. Di fatto sono troppi i ragazzi che, dopo avere iniziato una scuola secondaria di secondo grado (sia essa statale o tecnica e professionale), decidono di mollare perché svogliati o non più stimolati. Dato che la Strategia Europa 2020 impone come obiettivo quantitativo da raggiungere la riduzione al di sotto del 10% della quota di tali abbandoni, ecco che Regione Lombardia si è data da fare per favorire progetti e iniziative che mirano a questi risultati.

Ebbene, Casalmaggiore con la delibera di giunta del 15 gennaio rientra nel progetto sopra indicato che avrà come capofila l’Istituto di formazione professionale Santa Chiara. Tale progetto vede la partecipazione anche dell’Istituto Diotti, essendo necessaria la partecipazione di una scuola secondaria, ma anche di diverse aziende del territorio, come la Robby Moto, l’Officina Lissandron e la Fabbrica Digitale di Casalmaggiore e le aziende Biko e More di Viadana. Con loro anche l’Asd Gioca in bici Oglio Po, scuola di ciclismo della Federazione Ciclistica Italiana, e il Club Panathlon di Casalmaggiore. Il costo totale del progetto è di 40mila, 28.500 dei quali (il 71% circa) sono stati richiesti come contributo alla Regione Lombardia.

Il progetto proposto, oltre alle finalità esposte nel bando di far scoprire ai ragazzi le proprie attitudini e capacità, nonché risvegliare in loro l’interesse e le motivazioni necessarie per proseguire gli studi e avere la possibilità di sperimentare, non ha trascurato i possibili agganci futuri con il mondo imprenditoriale del territorio, dello sport ed anche dell’hobbistica. Il progetto, che partirà il 2 marzo e terminerà il 12 maggio 2015, prevede infatti 10 moduli formativi di 40 ore ciascuno (9 moduli da quattro allievi e uno da due allievi), più due ore e trenta minuti da dedicare ad un momento finale ludico-sportivo.

L’obiettivo è quello di arrivare a realizzare, come prodotto finale, una bicicletta reinventata, ridefinita, creata, ammodernata. Proprio il ritorno all’uso della bicicletta, che tanta storia ha alle spalle e che vediamo impiegata non solo come mezzo usuale e quotidiano o sportivo e agonistico, ma anche come trasporto alternativo promosso e adottato dalle Amministrazioni Comunali, sempre più inserito in circuiti turistici, con valenza riabilitativa oppure come oggetto glam di collezionismo o di hobbistica, ha indotto la Fondazione ad immaginare un possibile percorso laboratoriale di attualizzazione di vecchie biciclette utilizzando le competenze acquisite, negli anni, dal nostro tessuto imprenditoriale.

Il percorso didattico sarà inaugurato da un incontro plenario di presentazione dei vari attori del progetto durante il quale, un Architetto specializzato in viabilità, Matteo Dondé, protagonista della Slow Town in via Baldesio, si soffermerà sul valore della ciclabilità nell’ambito dei cambiamenti viabilistici già ideati. I laboratori della Fondazione Santa Chiara in cui si svolgeranno le attività sono laboratori di informatica, dopo la bicicletta ideale verrà ideata e progettata, i lavori di meccanica, dove si procederà a revisione e restyling di una vecchia bicicletta, senza scordare una fase di promozione on line del manufatto creato e l’utilizzo dei social network per condividere l’esperienza educativa e i risultati conseguiti. In conclusione, in un momento finale ed aggiuntivo alle 40 ore, di carattere ludico/sportivo e di saluto, nel laboratorio all’aperto della pista di educazione stradale/percorso turistico Parco Golena del Po, ciascun modulo proverà ad utilizzare la propria bicicletta seguito da un tecnico sportivo, che trasmetterà basi di sicurezza e pratica ciclistica.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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