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Trenord prova a
recuperare il ritardo:
ecco le soluzioni

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Nella foto Farisé e Maroni

MILANO – Trenord, la società che gestisce il trasporto ferroviario in Lombardia, prova a recuperare il tempo perduto. E soprattutto i tanti ritardi. Per questo la società, in conferenza stampa a Milano mercoledì mattina, ha deciso un piano di azioni per recuperare la puntualità del treni, presentandole alla stampa. L’ad Cinzia Farisé, presente accanto al presidente della Regione Roberto Maroni, ha detto che dal 72% di treni arrivati entro i 5 minuti di ritardo nel 2014 l’obiettivo è di portare nel 2015 l’indice di puntualità ad “almeno l’82%” per arrivare “gradualmente al 90%” entro la fine del 2018.

Il focus di Trenord è su sei direttrici “critiche”, lungo le quali si concentra il traffico principale: non manca (e ci mancherebbe) la Mantova-Cremona-Milano, che tocca da vicino il Casalasco, con le stazioni di Casalmaggiore e soprattutto di Piadena. Per stimolare l’azienda a raggiungere l’efficienza in termini di puntualità, ha spiegato l’ad Farisé, Trenord ha deciso di premiare i dipendenti che saranno di aiuto: con un premio trimestrale ai progetti che consentono di apportare un miglioramento del servizio; un premio mensile e annuale denominato ‘Top Gun’ per gli equipaggi con le migliori performance di puntualità; un premio mensile e annuale ai migliori reparti di manutenzione dei treni.

Fra le novità del 2015, l’apertura nel mese di febbraio di un’unica sala operativa di Trenord, che controllerà il traffico su tutta la rete dalla sede di Milano Fiorenza, al posto delle due attuali a Saronno (Varese) e Milano Greco. Il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni si è detto soddisfatto, dato che il piano di Trenord “è concreto, molto ambizioso ma ineludibile, visto il peggioramento complessivo delle performance durante il 2014”.

A margine della conferenza, il nuovo ad Farisé ha voluto anche spiegare che nel 2014 è “cresciuto il numero di atti vandalici gravi”, in media uno al giorno, contro i treni di Trenord, per un costo complessivo di 8 milioni di euro, a cui si aggiungono 2 milioni per l’aumento dell’attività di vigilanza. La stessa Farisé ha indicato in un “20% l’evasione quotidiana” sui servizi ferroviari. “Vogliamo recuperare i mancati introiti”, ha spiegato l’ad di Trenord che, parlando anche del problema del calo di puntualità nel 2014, ha detto di aver trovato al suo arrivo alla guida della società due mesi fa “una montagna di problemi che finalmente abbiamo iniziato a mettere in fila e affrontare”.

Rispondendo ad alcune domande sul decoro dei treni, Farisé ha anche usato un’immagine forte, per spiegare con un aneddoto l’impatto avuto con il servizio ferroviario lombardo, per il quale ha lasciato un incarico professionale all’estero: “Al primo viaggio che ho fatto (per rendermi conto della situazione, ndr), ma non vi dico da quale stazione, mi sono detta ‘sono ancora in India’, anche se in India non ci sono graffiti sui treni”.

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