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Mafia, a Viadana
le anime del Pd
si interrogano

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Nella foto, il municipio di Viadana

VIADANA – La maxi operazione antimafia Aemilia che ha portato all’arresto di 117 persone in Emilia e di 46 in Lombardia, tutte operanti nelle province di Reggio, Modena, Parma e Piacenza, sconfinando anche nel territorio mantovano e cremonese, ha provocato reazioni a Viadana, comune su cui si è concentrata l’attenzione del Procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il segretario del PD e candidato sindaco Nicola Federici ha diffuso una nota che pubblichiamo integralmente.

Considero tutte le mafie un cancro per la nostra civiltà, un cancro che deve essere estirpato e sconfitto con la partecipazione ed il coinvolgimento di ogni cittadino. Nutro un grande rispetto per gli organismi di controllo, di giustizia e di polizia. Pur fuori da una sede giudiziaria, il PG Dell’Osso ha usato espressioni molto incisive riguardo la presenza di infiltrazioni ‘ndranghetiste a Viadana ma anche nell’Amministrazione dove si paventa la possibile presenza di“ infiltrazioni criminali”. Quando un anno fa i quotidiani hanno riferito di infiltrazioni ‘ndranghetiste a Viadana e nella Amministrazione, il Sindaco, il segretario provinciale e il segretario comunale del Partito Democratico si sono recati in Prefettura e presso la Procura per capire se venivano confermati gli affermati coinvolgimenti. Inoltre abbiamo sollecitato la Commissione parlamentare antimafia attraverso il nostro senatore Mirabelli per sapere e quindi poter intervenire per scongiurare e porre eventuale rimedio a quanto affermato. Nulla è stato confermato. Anzi ci era stato detto che non c’erano indagini ne indagati, men che meno verso l’Amministrazione. Tutto questo, naturalmente, ci ha permesso di vivere in uno stato di sicurezza e ci ha dato la tranquillità, la forza e la responsabilità di andare avanti perché gli Enti di controllo ci avevano garantito che non c’era niente di cui preoccuparsi. Inoltre chi era stato indicato come possibile collegamento fra clan mafiosi si è prontamente dimesso dal Partito e dall’Amministrazione, anche se tutt’ora non risulta neppure indagato. Oggi scopriamo dal PG Dell’Osso che ci sono indagini che parlano di infiltrazioni anche nell’Amministrazione Viadanese. A questo punto, oltre a chiedere di essere messo al corrente di nomi e fatti, vorremmo sapere cosa è cambiato da un anno a questa parte, visto che l’Amministrazione non è stata commissariata per mafia, ma bensì ad un commissariamento dovuto alla sfiducia nei confronti del Sindaco. A questo punto chiedo se la stessa commissaria inviata da Roma in questi mesi si sia accorta di eventuali rapporti o di atti mafiosi e quindi comunicati alla magistratura. Con la totale serenità per quanto fatto e con la massima trasparenza che ha contraddistinto il mio operato in questi anni sto valutando seriamente se, attraverso i miei avvocati, si rende necessario chiedere un incontro con il Prefetto e con il Procuratore di Mantova per tutelare oltre la mia persona anche quella del partito che rappresento. Con questo non voglio escludere la presenza e collegamenti  delle varie mafie nella società viadanese e per questo, come Amministrazione, considerandoci paladini contro le ingiustizie e desiderosi della massima trasparenza,   ci siamo allertati e costantemente rapportati con le forze dell’ordine. Come assessore ho portato avanti il sondaggio dell’Istituto di Criminologia FDE sia per ricercare la percezione delle mafie nel territorio che per sensibilizzare la popolazione inoltre ho organizzato un’assemblea degli studenti delle classi superiori dove abbiamo invitato a presenziare sia gli esperti dell’istituto FDE che il sostituto procuratore antimafia di Modena Marco Imperato.  Nell’ambito del progetto di informatizzazione del  Comune di Viadana abbiamo reso accessibile e trasparente tutti gli atti e con l’inizio del 2014 avevamo iniziato un progetto che avrebbe portato alla pubblicazione di tutte le determinazioni dirigenziali. Oggi coloro che chiedono  la mia testa o la testa dei membri di giunta dell’amministrazione Penazzi hanno il solo scopo di polemizzare, approfittare e speculare su queste pur gravi informative per trarne vantaggio personale senza alcun  rispetto delle persone. E’ un modo di far politica inqualificabile e soprattutto la più negativa e dannosa  nei confronti della comunità.  Mi ritengo una persona onesta, trasparente e penso che il nostro progetto amministrativo sarà lo specchio della mia persona. Dico a quelle persone che sarò ben felice di confrontarmi con loro su ogni tema dell’antimafia e su ogni altra tematica amministrativa quali:  cosa si vorrà fare del PGT,  cosa si vorrà fare per creare opportunità di lavoro, quali progetti  e prospettive per il futuro delle Istituzioni scolastiche di Viadana, quali necessarie iniziative di aggregazione da prospettare ed assumere sugli Enti territoriali, quali iniziative per salvare i servizi e gli Istituzioni con valenza sovracomunale, insomma sulle problematiche che quotidianamente investono la nostra comunità e sulla proposta amministrativa che ogni candidato vorrà portare avanti.  Su questo mi confronterò ma sempre nel rispetto delle persone e di ciò che rappresentano. Come candidato, insieme alla mia rinnovata squadra, avevo già previsto di organizzare un incontro pubblico che si terrà nelle prossime settimane, sia per confermare con fermezza che il PD è contro tutte le mafie, che il PD è un punto di riferimento per la lotta contro ogni criminalità. Da ex amministratore e da candidato sindaco mi chiedo quali anticorpi abbia oggi un amministratore locale per capire e percepire la possibilità di presenza di criminalità organizzata. Se giustamente un procuratore apre un’indagine dopo le notizie uscite su un quotidiano, quali anticorpi può avere un amministratore locale se gli enti di riferimento che rappresentano l’integrità dello stato ti dicono che per loro non ci sono fatti o indagini in corso? Se giustamente si chiede sensibilità amministrativa, nello stesso modo si chiede di avere gli anticorpi giusti per poter lavorare serenamente per i cittadini. Se saremo noi a governare il comune, non ci  sostituiremo certamente alle forze dell’ordine ma anzi cercheremo di trovare un giusto e sistematico rapporto, un coordinamento sulla sicurezza e sulla antimafia che vada aldilà del comune di Viadana ma che possa coinvolgere tutta l’area dell’OglioPo,  perché i problemi che abbiamo noi li possono avere tutti i comuni del territorio. In questi momenti in cui la nostra comunità viene messa alla dura prova i movimenti e i partiti politici dovrebbero unirsi e allearsi nella tutela  dell’immagine del territorio e della comunità e non innalzarsi come unici portatori della legalità, citando una frase simbolo di questa vicenda “Viadana è nostra” viadana è di tutti i cittadini e insieme dobbiamo difenderla.

Anche gli ex consiglieri comunali Bruno Bartolucci, Elda Manfredi, Daniele Mozzi, Silvio Perteghella e Paolo Zanazzi, in merito alla concentrazione di infiltrazioni di ‘ndrangheta denunciate da Dell’Osso a Viadana, ha diffuso un comunicato.

Le dichiarazioni del PG della Corte d’Appello di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso inserite nella relazione presentata in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario unite alle vicende amministrative esposte dagli organi di informazione locale, nello specifico: sentenza del TAR di Brescia di condanna alla ditta Stone Service srl per la restituzione di oneri di urbanizzazione al Comune; risoluzione contrattuale del Commissario Prefettizio D.ssa Alberti inerente Il Contratto di costruzione/gestione di Piazzale Libertà e conseguente rinuncia alla realizzazione della Cittadella della Salute; l’interdittiva anti-mafia (esclusione White List) emessa dalla Prefettura di Mantova nei confronti della Tipaldi Costruzioni s.r.l.; la richiesta di escussione della fidejussione relativa ai lavori di rinaturazione ambientale non completati presso Cava Caselli nei confronti della Ditta Bacchi di Boretto al cui legale rappresentante è stato ritirato il Certificato Antimafia con sentenza del Consiglio di Stato (lo stesso Bacchi risulta Presidente di Lavadera Village s.p.a. che ha sottoscritto un accordo di programma nel 2010 per la realizzazione delle opere pubbliche previste a supporto della Celtic League; dimostrano che probabilmente la scelta dei Consiglieri Comunali PD Bartolucci Bruno, Manfredi Elda, Mozzi Daniele, Perteghella Silvio, Zanazzi Paolo (che da tempo avevano  segnalato con azioni politiche ed esposti alla Procura della Repubblica di Mantova alcuni fatti)  di “staccare la spina” all’Amministrazione, è stata corretta e lungimirante nell’interesse della nostra comunità viadanese. E’ oggi per noi veramente stupefacente leggere candidature a Sindaco di esponenti politici locali protagonisti della Giunta precedente che hanno quindi condiviso determinate situazioni e scelte oggi bocciate dal punto di vista amministrativo e al centro della cronaca giudiziaria. Se le dichiarazioni del PG Dell’Osso che parlando al plurale: “ulteriori indagini hanno confermato una forte infiltrazione criminale nell’Amministrazione Comunale di Viadana, fra i cui componenti sono emersi soggetti direttamente riconducibili alle organizzazioni ndranghetiste”, saranno confermate con conseguenti iniziative giudiziarie, ci auguriamo che eventuali presunti rapporti non abbiamo visto una sorta di  collaborazione o condivisione di esponenti politici delle recenti Amministrazioni viadanesi.

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