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Casalmaggiore low cost:
nel 2014 spesi
1,6 milioni in meno

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Nella foto, il municipio di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Nel corso del 2014 il Comune di Casalmaggiore ha affrontato un drastico taglio delle spese, che si sono ridotte di 1.595.095 euro, vale a dire il 12,3% sulla base dell’ammontare del 2013. E’ quel che emerge da una nostra elaborazione dei dati forniti dal ministero attraverso il sito soldipubblici.gov.it, che il premier Matteo Renzi aveva presentato alla fine dello scorso anno con l’obiettivo di rendere trasparente l’utilizzo dei soldi dei contribuenti da parte degli enti pubblici. Promessa rispettata, in quanto il sito è regolarmente attivo ed è possibile per i cittadini verificare le spese dei vari enti pubblici del territorio, comuni in primis. Sul sito dunque ci sono anche tutte le spese del Comune di Casalmaggiore. Il problema è di renderle “digeribili”, nel senso che le voci di spesa sono ben 82. Le abbiamo quindi raggruppate in capitoli di spesa, a nostra discrezione ovviamente, di modo che sia possibile verificare con maggiore immediatezza le spese complessive di ogni singolo comparto. Ma non basta, serviva l’aiuto di un esperto del settore, e in qualche caso (occupa l’incarico solo da metà 2014) ci ha aiutato l’assessore al Bilancio Marco Poli.
Ad esempio il primo capitolo, che abbiamo definito le spese per il personale, comprendono le competenze fisse, lo straordinario e altre competenze e indennità accessorie per il personale a tempo indeterminato, i contributi obbligatori per il personale, i contributi per indennità di fine servizio e accantonamenti TFR, i contributi aggiuntivi e quelli relativi ad arretrati di anni precedenti. Questo a dire che sarebbe stato lunghissimo l’elenco completo, ma ciò non toglie che nei casi particolari possiamo segnalare singole voci che hanno subito sensibili modifiche rispetto al 2013. Complessivamente dunque il Comune di Casalmaggiore ha speso nel 2014 11 milioni e 345mila euro, a fronte dei 12 milioni e 940mila euro del 2013.

PERSONALE
Analizzando i diversi capitoli, emerge che nel caso del personale il taglio dei costi è stato limitato, e proporzionato nelle varie voci.

ACQUISTI VARI
Forse può sorprendere il netto calo delle spese di cancelleria. Sorprende però di più l’aumento di quasi 2000 euro in carburanti, nonostante il calo del prezzo del greggio. Grosso taglio alla spesa per pubblicazioni, giornali e riviste (sempre oltre 16mila l’anno però), mentre per il resto si segnala la diminuzione della spesa per l’acquisto di derrate alimentare: la crisi economica avrebbe potuto fare presupporre il contrario, ma forse il sostegno della Rete ha contribuito ad alleggerire la posizione del Comune.

CONTRATTI DI SERVIZIO
Stranamente non è possibile per il Comune di Casalmaggiore analizzare separatamente i vari contratti. Escluso dal mucchio solo quello per la riscossione di tributi, che però incide ben poco. Complessivamente una vera e propria scure si è abbattuta (-341%) alla voce “altri contratti di servizio”, e quindi sarebbe interessante conoscerne il contenuto. Vien da pensare ai servizi esterni ovviamente (a tal proposito l’accordo per il servizio mensa inciderà sul 2015), e forse la voce è influenzata dagli accertamenti Imu fatto un paio di anni fa. O anche si riaggancia al discorso utenze, che affronteremo sotto. Sta di fatto che da un esborso annuo di 570 milioni si è scesi a 129 milioni di euro.

INCARICHI PROFESSIONALI
Qui si va in netta controtendenza. La spesa per incarichi professionali è quasi raddoppiata (da 37mila e 66mila euro). Nel capitolo ci sono inserite altre voci di spesa più leggere, che comunque pure aumentano: l’organizzazione di manifestazioni e convegni sale da 560 a 2445 euro (c’entrano le elezioni di primavera?), ma anche la spesa per i corsi di formazione del personale interno sono saliti, da 3000 a 7000 euro.

MANUTENZIONE ORDINARIA
Lieve incremento di spesa per questo comparto, soprattutto relativo alla riparazione di immobili.

UTENZE E CANONI
Un aumento netto, ma soprattutto voci impazzite, che per essere giustificate necessitano certamente di una spiegazione a parte. Le utenze e canoni per telefonia e reti di trasmissione passano da 2000 a 69500 euro, addirittura quelli per energia elettrica da 44mila a 620mila euro. Quelli per acqua da zero vanno a 33mila euro, e quelli per riscaldamento da 13600 a 156mila euro. Inspiegabile. In compenso le utenze e canoni per gli altri servizi scendono da 750mila e 488mila euro: che vi fosse compreso in qualche modo i servizi esplosi sopra? Serve il contributo dell’assessore: «I servizi prima dati in appalto, ad esempio all’Enel, ora sono disciplinati diversamente, vale a dire tramite una vera e propria utenza. Insomma, la controparte è sempre Enel ma il rapporto è diverso. In pratica sono state date codifiche diverse al Siope, che è poi il sistema i cui dati sono pubblicati sul sito, ma in fondo le utenze sono rimaste invariate». Probabilmente per rendere omogeneo il settore, si dovrebbero aggiungere voci esterne al capitolo: se inseriamo la voce già vista “altri contratti di servizio”, e “altre spese per servizi per conto di terzi” (si trovano all’ultimo capitolo), vediamo che il totale passa dai 2 milioni e 100mila euro del 2013 ai 2 milioni e 70mila euro del 2014, e il conto alla fine torna.

SERVIZI E SPESE
Il Comune si assicura meno, avendo tagliato alla voce 25mila euro. Aumentano le indennità (+18mila euro) e i rimborsi (+4mila), e sensibilmente anche i buoni pasto per il personale. Raddoppia (nel 2014 quasi 50mila euro) l’assistenza informatica e manutenzione software, e sale del 121% (a oltre 54mila euro) la spesa per liti (patrocinio legale). Davvero consistente l’aumento per le rette di ricovero in strutture per anziani, minori e portatori di handicap (si sale da 105mila a 181mila euro all’anno) mentre si risparmia alla voce “altre spese e servizi” (da 950mila a 781mila euro).

TRASFERIMENTI
Lievi aumenti per trasferimenti correnti a comuni e altri enti del settore pubblico, la scure cala sulle imprese pubbliche (da 303mila a 146mila euro), mentre salgono decisamente i trasferimenti correnti a imprese private (da 10mila a 56mila euro).

INTERESSI PASSIVI
Gli interessi passivi a vario titolo scendono da 339mila a 39mila euro, con un secco risparmio per le casse comunali. Il perché lo spiega ancora Marco Poli: «Nel 2014, e e forse nel 2015, per i comuni terremotati c’è stata la possibilità di sospendere il pagamento delle rate e i relativi interessi alla Cassa Depositi e Prestiti per la maggior parte dei mutui in essere, ci si è avvalsi di questa facoltà che ci ha fatto risparmiare parecchio. Ovviamente le cifre dovranno essere pagate in futuro ma senza aggravio di interessi. Il risparmio è stato utilizzato per non alzare troppo le tasse, colmare i 350mila euro di tagli fatti, limitare il maggior gettito dell’Imu, fare il riaccertamento di tutti i residui e in parte servirà come avanzo di amministrazione».

IMPOSTE E ONERI
Leggere variazioni per Irap e imposte sul patrimonio, salgono notevolmente gli “altri oneri straordinari della gestione corrente”: da 236mila a 384mila euro.

BENI IMMOBILI
Vie di comunicazione, infrastrutture e fabbricati vanno tutti sotto questa voce, che si contrae sensibilmente. Drastici tagli alle infrastrutture idrauliche (da 141mila a 27mila euro), alle altre infrastrutture (da 154mila a 20mila euro), alle opere per la sistemazione del suolo (da 262mila a 30mila euro) e ai fabbricati civili ad uso abitativo, commerciale e istituzionale (da 389mila a 22mila euro: qui probabilmente ha inciso nel 2013 la spesa per la ristrutturazione del Municipio). Tagli meno sostenuti ma incisivi sui beni di valore culturale, storico, archeologico ed artistico (da 322mila a 240mila euro). Modifiche non sostanziali per le altre voci.

BENI MOBILI
Anche qui è calata la scure della copia Silla-Bongiovanni (la gestione 2014 è divisa in due), con una spesa che da 17mila è scesa a poco più di 1000 euro per mobili, macchinari, attrezzature e hardware.

TRASFERIMENTI E RIMBORSI
Risparmio complessivo di 330mila euro per questo comparto che è ben nutrito. Salgono i trasferimenti in conto capitale a imprese private (da 180mila a 311mila euro) e alle famiglie (da zero a 6000 euro). Pesa (era zero) il rimborso anticipazioni di cassa (211mila euro). Scendono però i trasferimenti in conto capitale “ad altri” (da 97mila a 27mila euro), il rimborso mutui alla Cassa Depositi e Prestiti (in picchiata da 471mila a 15mila euro, vale il discorso fatto sopra), le spese varie per servizi per conto di terzi (da 732mila a 574mila euro, e anche qui si torna al discorso già affrontato sulle utenze).

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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