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“I canti della Terra”
riscaldano la Merla
in piazza Garibaldi

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Nella foto, un momento dell’evento

CASALMAGGIORE – Freddo pungente ma anche tanto sole: il clima ideale per confermare la tradizione dei giorni della Merla, i più freddi dell’anno, e allo stesso tempo portare gente sul listone di piazza Garibaldi a Casalmaggiore. E’ stato un pomeriggio decisamente diverso dal solito, quello che domenica circa 150 persone hanno vissuto in pieno centro, poco dopo le ore 16 e per circa un’oretta, cercando di riscoprire il proprio passato, muniti di tabarro, una sorta di mantello, voglia di stare in compagnia e ovviamente nessuna paura del freddo pungente. L’appuntamento era con “I Giorni Cantati” di Calvatone, gruppo folcloristico locale che non ha mancato di riscuotere applausi: e anche se ufficialmente il nome dell’evento era “I canti della terra”, come del resto testimoniava il bue armato di aratro presente sulla locandina, tutti hanno capito che quelli erano i classici canti della Merla, impreziositi dalla presenza di un baritono di fama internazionale come Orazio Mori, casalese doc che non voleva mancare all’iniziativa, coperto con il tabarro che fu di suo padre. Un cambio di nome e forse anche di prospettiva, per ricordare come i giorni della Merla siano sì i più freddi dell’anno, ma anche una scusante per riscoprire tradizioni ormai secolari, legate appunto alla nostra terra.

Con Mori erano presenti anche Luciano Cesini da Piadena, il presidente Pro Loco Marco Vallari, assieme ai nomi storici dell’associazione come, tra gli altri, Licinio Valenti, Giovanni Moreschi e Giuseppe Cavalli. Oltre al coro dedicato agli “scariolanti”, coloro che realizzarono, con il solo ausilio di badili e carriole gli argini che oggi difendono anche il Casalasco dalla furia dei fiumi Oglio e Po, non sono mancati i canti delle mondine, sulle filande e sulle tradizioni padane, introdotti da Enrico Tavoni, leader de “I Giorni Cantati”. Un appuntamento anche gastronomico: per scaldarsi dal freddo e vincere il timore del giorni della Merla sono infatti stati serviti vin brulè, ceci, lupini e castagnaccio, sempre come tradizione comanda…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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