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Big Snow, piccole storie
Tra disagi e solidarietà
pillole della nevicata

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Nella foto la cascina crollata a Torricella del Pizzo e “Big Snow” che osserva l’argine

Disagi, problemi e famiglie intere (anzi, intere frazioni) senza illuminazione, acqua calda ed energia elettrica per oltre 30 ore in alcune zone del Casalasco-Viadanese. Ma Big Snow ha regalato qualche storia non solo di disperazione, ma anche di grande solidarietà umana. Abbiamo provato a raccogliere i fatti più curiosi o anche i casi più estremi, segnalati al nostro giornale e raccolti in particolare dai social network.

A Torricella del Pizzo, ad esempio, è crollata nella notte tra venerdì e sabato una cascina a poche decine di metri da piazza Roma, il vero centro del comune casalasco: il peso della neve ha anche travolto il pollaio all’interno della cascina, uccidendo una delle ospiti. A Cingia de’ Botti e a Sabbioneta (non abbiamo avuto notizie da altri comuni, per il momento) sono stati allestiti due centri di prima accoglienza per le famiglie al freddo e senza acqua. Soluzione che però non si è resa necessaria, dato che a Cingia la corrente è finalmente tornata, dopo oltre 35 ore e dopo che il sindaco Pierpaolo Vigolini si è recato a Cremona presso la sede dell’Enel, alle 20 di sabato, mentre a Sabbioneta nessuno ha usufruito della foresteria di Palazzo Forti allestita con posti letto né della palestra comunale messa a disposizione dal sindaco Aldo Vincenzi per spogliatoi e doccia calda.

Situazioni disastrose (mentre 8mila delle 50mila utenze restavano slacciate nella giornata di sabato) nella frazione Sabbioni a Viadana, a Cizzolo e anche a Boccabassa. In via Baruzzi a Cizzolo, in particolare, gravi problemi per un malato oncologico che aveva bisogno di assistenza domiciliare e di alimentazione e non è stato raggiunto nella giornata di venerdì perché la strada è rimasta completamente ricoperta dalla neve, mentre due cittadini, Giuseppe Barosi e Massimo Borelli, armati dei loro trattori, hanno liberato diverse zone del paese e anche della vicina San Matteo, ricevendo la gratitudine dei compaesani. Anche l’ex consigliere Cesarina Baracca in un caso specifico ha offerto vitto e alloggio a una famiglia che era rimasta murata in casa dalla neve, senza elettricità. Il tutto, naturalmente, senza prescindere dal dovuto grazie agli uomini della Protezione Civile dislocati lungo tutto il territorio Oglio Po, attivi anche di notte nelle emergenze.

Anche a Brugnolo, frazione di Rivarolo del Re, nel quartiere Parma Vecchia, si sono registrati gravissimi disagi, con la zona completamente isolata, così come a Quattrocase, frazione di Casalmaggiore, sebbene per un periodo più limitato (ma si parla comunque di 12 ore): una cittadina di Brugnolo, in particolare, è riuscita a scrivere al nostro giornale lamentandosi che nessuno dal comune si fosse degnato di fare sapere qualcosa dopo oltre 30 ore di blackout. “A che servono i servizi comunali se lavorano così?”. Problemi anche alle aziende e agli edifici: qualche infiltrazione è stata registrata in alcuni reparti dell’Emiliana Parati a Vicomoscano, situazione resa delicata dal fatto che, come noto, in quell’azienda si lavora la carta da parati, che dunque rischia di dover essere buttata se entra a contatto con l’acqua.

Come riportato dalla minoranza di Casalmaggiore, alcuni cantonieri a Casalmaggiore non sono riusciti a prendere servizio perché bloccati nelle rispettive case dalla neve, mentre molti supermercati, in particolare nella giornata di venerdì, sono rimasti chiusi. Educativa la scena cui si è assistito a Martignana di Po dove i residenti di una via del comune hanno prima spalato la neve dalla strada con grande senso civico, poi si sono ritrovati al tavolo per scaldarsi con una fetta di salame e un bicchiere di vino. Scene minimaliste e quotidiane, che però fanno piacere, in mezzo a tanto disagio.

La storia più bella, comunque, arriva da Viadana, dove una signora, Alessandra Savioli, è riuscita a partorire in ospedale dopo un’odissea di diverse ore, passando da un’ambulanza all’altra e trovando poi l’aiuto decisivo per arrivare al nosocomio Oglio Po di Vicomoscano da parte di un cittadino con un fuoristrada. Per lei e il marito Marco Formici, la nascita di Federico è stata decisamente indimenticabile.

Chiudiamo il discorso, ricordando che parecchi sindaci hanno sfruttato le nuove tecnologie e i social network per aggiornare passo passo sulla situazione in evoluzione, ricevendo in qualche caso feroci critiche, ma riuscendo in questo modo anche a raccogliere informazioni, spesso contenute all’interno delle stesse lamentele. Infine, per sdrammatizzare, riportiamo la piccola opera d’arte di chi ha immaginato Big Snow come un grande pupazzo di neve seduto su una panchina vicino all’argine ad ammirare il tramonto sul Po. “Anche a lui piace il nostro fiume”, ha scritto il fantasioso cittadino, regalando un finale poetico ad un’emergenza che il comprensorio tra i due fiumi ricorderà a lungo…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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