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Slow Town: “Nostre
proposte sono per tutti”
Campagna marciapiedi liberi

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Nella foto uno dei marciapiedi contestati in via Guerrazzi

CASALMAGGIORE – “La lettera di Ivan Manfredini sulla situazione di Slow Town? Ci ha fatto assolutamente piacere”. Giancarlo Simoni, principale referente del comitato Slow Town di Casalmaggiore, smorza sul nascere la possibile polemica aperta dalla lettera di un cittadino che aveva contestato, più dei contenuti, la modalità nella proposta dei progetti. “Ci siamo sentiti con Manfredini” rivela Simoni “e abbiamo parlato al telefono per 40 minuti: non per chiarirci per sentire le sue idee e le sue proposte. Siamo stati molto contenti della sua lettera, perché ha dimostrato un grande interesse e perché vorremmo sempre di più vedere cittadini che hanno il coraggio di alzare la mano e vogliono partecipare, proprio come Ivan. Peraltro il suo intento non era polemico e abbiamo riscontrato una grande unione e comunanza d’intenti e di idee”.

Manfredini aveva del resto già rivelato di essere uno dei primi firmatari di Slow Town, che tramite Simoni approfitta per specificare il modus operandi del comitato. “Non abbiamo la possibilità di suonare ai campanelli di tutte le case e di fare il porta a porta. Noi cerchiamo una strada diversa: presentiamo un progetto sulla singola via e poi d’insieme su una specifica zona del centro storico e speriamo che chi vive in quelle vie possa poi farsi vivo, proprio come ha fatto Manfredini. Noi pubblichiamo tutto sul nostro blog, dunque siamo trasparenti, e sottoponiamo idee all’amministrazione, ma siamo aperti, anzi auspichiamo suggerimenti da parte della popolazione, che vivendo quelle strade tutti i giorni, meglio di noi può conoscere problematiche e soluzioni. Abbiamo progetti pronti non solo su via Baldesio, ma anche su piazza Garibaldi, piazza Turati, via Guerrazzi, via Romani. Facciamo tutto questo per stimolare una coscienza civica sulla viabilità: siamo pronti ad ascoltare chiunque, purché vi sia un intento costruttivo”.

A conferma del percorso intrapreso, Simoni rivela che proprio Manfredini entrerà nel Comitato Slow Town, in rappresentanza di via Adua, la strada in cui abita con la famiglia e per la quale aveva sollevato perplessità indicando altre criticità “sfuggite” (o non considerate inizialmente) dal comitato. “Abbiamo preso i contatti di riferimento e lo farermo con tutti i cittadini che vorranno darci una mano. La lettera di Manfredini ci ha fatto molto piacere e infatti la pubblicheremo sul nostro blog, proprio perché non vi sono motivi di frizione e, anche nella critica, è una lettera “sveglia”, che offre spunti e consente di costruire qualcosa di buono”.

Nel mentre Simoni rilancia un’altra battaglia. “In via Romani, via Guerrazzi e via Porzio, solo per citare tre casi, abbiamo marciapiede invasi per metà dagli stalli dei parcheggi. Questo non ha senso: è una prevaricazione verso l’utente debole, in questo caso il pedone, che si vede “mangiato” metà del marciapiede dalle auto in sosta o in parcheggio. I marciapiedi, infatti, sono stati creati per proteggere l’utenza debole dal traffico veicolare nelle strade principalmente urbane. Il codice della strada prevede che la larghezza minima sia di 1,5 metri. Ci sono alcune deroghe per casi particolari, ma gli ingombri posizionati sui marciapiedi non possono pregiudicare il passaggio dei pedoni lasciando almeno un metro puntuale. Negli anni visto l’aumento del traffico veicolare la situazione è andata via via peggiorando, anche a Casalmaggiore”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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